Storia di un Albero di Natale

LETTURE DI NATALE IN FAMIGLIA

Storia di un albero di Natale

 

Natale tempo di casa, famiglia e … storie: da leggere sotto il piumone o vicino all’albero di Natale, comunque da condividere. Se poi si tratta di una storia illustrata ancora meglio: sfogliarla insieme ai propri figli permetterà di trascorrere più piacevolmente i pomeriggi festivi e soprattutto darà modo di costruire il lessico della famiglia, quel linguaggio intimo e segreto che nasce nel cuore di ogni famiglia, basato su ricordi comuni, tradizioni continuate, piaceri nascosti nelle pieghe dolci e pigre della propria casa.

Libri illustrati, si diceva, come Storia di un albero di Natale, un bellissimo volume edito da Jaca Book che ben si presta alle letture di questo periodo dell’anno: i testi sono di Lydia Devos, prolifica autrice francese di storie per grandi e per piccini, mentre le illustrazioni sono di Arnaud Madelénat.

La storia inizia in un folto bosco, dove vive l’abete protagonista della storia: è lui stesso a raccontarci la sua vita e le sue speranze per il futuro, un abete cresciuto all’ombra delle fronde del nonno, imponente e forte, e della madre, elegante e dolce, che ama la sua famiglia e le montagne dove è nato, ma vive nella speranza di essere scelto per essere portato in città e diventare un albero di Natale.

Un giorno di tardo autunno, un gruppo di boscaioli viene nel bosco e sceglier gli abeti da portare in città: il nostro abete, con sua grande gioia, viene scelto! Finisce nel negozio di un fiorista dove viene acquistato da una mamma e dai suoi figli che lo addobbano come un re nel soggiorno della loro grande casa.

I giorni seguenti furono pieni di dolcezza. I bambini erano in vacanza e la casa smise di essere scossa dalle partenze per la scuola, che sembravano sempre delle catastrofi. Tutti stavano nel soggiorno e per una settimana almeno i regali conservavano il loro fascino.

Ma il periodo di Natale si conclude e l’abete si ritrova in strada, abbandonato davanti alla porta di casa, al freddo. Scopre così, con orrore, la fine di molti alberi di Natale: lungo il corso dei marciapiedi, presso quasi tutte le porte, nella mia strada e in quelle che vedevo, giaceva un cadavere di abete.

La fortuna del nostro abete è quella di essere visto da una persona, un insegnante che ha a cuore la natura e ha una mente dagli orizzonti più ampi rispetto a coloro che, nel futuro di qualcosa non più utile nell’immediato, vedono solo una discarica.

L’abete viene quindi trapiantato nel grande cortile di una scuola, dove cresce e diventa grande, come i suoi genitori avevano previsto per lui: sono diventato così alto che tra poco  sorpasserò i palazzi che mi stanno attorno e vedrò lontano, sopra i tetti. Allora potrò contemplare a volontà la montagna e potrò raggiungere in un modo o nell’altro mio nonno…In tempi di grande vento, è possibile.

Storia di un albero di Natale è una favola laica e religiosa insieme, un vero e proprio invito al rispetto della natura. Un messaggio che, nel mio lessico famigliare, non può mancare.

Con questo post partecipo all’iniziativa il Venerdì del libro, che vi invito a conoscere.

17 thoughts on “Storia di un Albero di Natale

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  2. Bella recensione. Mi hai fatto venire voglia di avere questo libro per arricchire anche il nostro lessico famigliare con il messaggio che la storia veicola.
    Buon weekend,
    Monica

  3. Bella questa storia delicata e questa copertina un po’ antica. Non lo conoscevo. Mi piacerebbe prenderlo, magari più avanti. E poi sulla copertina c’è un pettirosso, che è uno dei miei uccelli preferiti…

  4. Un libro pieno di sentimenti, allora. Bene, ce ne vogliono di libri così per educare i bambini al rispetto e all’amore per tutto il Creato.
    Ciao e buona settimana che va ad iniziare 🙂

  5. Veramente bello, Grazia. Bella la copertina e bellissimo il messaggio.
    Non puo’ mancare anche da noi per arricchiare il nostro lessico familiare!

    alessandra

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  9. Mi ricorda un libro che avevo da bambino (negli anni 80) descriveva le traversie di qeusto povero alberello, chissà se è lo stesso? aveva delle illustrzioni graziose
    L’alberello perdeva gli aghi, veniva buttato in un cassonetto, poi un artista lo intagliava, per farne un opera d’arte…qualcuno mi può dire se è lo stesso libro per piacere?

    Grazie

    • Ciao, e benvenuto.
      Non si tratta del libro della tua infanzia, temo.
      In questo l’albero, lasciato in strada dopo le feste affinché gli spazzini lo portino via, è recuperato da un insegnante che lo fa piantare al centro del cortile di una scuola.
      Non ci sono artisti, quindi, a trasformarlo in opera d’arte.
      Ma sarebbe bellissimo recuparere il libro dei tuoi Natali: ricordi altro?

      A presto
      Grazia

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