Giovedì, 14 giugno 2001

Tamara de Lempicka Les deux Amies

 

I ricordi dei miei ultimi tredici anni stanno riemergendo in tutto il loro splendore e io sto vivendo una piccola rivoluzione: perché non erano esattamente andate così, certe cose, nei miei ricordi.

Più leggo cose scritte anni fa e più scopro di avere effettuato un bel po’ di revisionismo storico, non solo per i sentimenti, il detto e il non detto, gli eventi cruciali della mia vita, ma anche per cose persone e situazioni di secondo piano.

Comunque le cose stanno così: ho seri (intendo dire: serissimi) problemi con la tecnologia, tendo a maltrattarla, a volerla superare in velocità e capacità (ho più memoria io o una ram da 1 tera? Lotte deliranti, le mie). Ogni tanto i miei strumenti informatici si ribellano, si chiudono a riccio evitando di rispondere alle mie sollecitazioni, mi evitano come amanti riottosi. In breve: sì, tecnologicamente sono una sega, ogni cosa che tocco dopo un po’ smette di funzionare, senza alcun romanticismo.

In ufficio, nell’ultimo mese, ho esagerato: tre tecnici di varia natura si sono alternati e hanno provato a ripristinare le funzionalità sopite del mio pc. L’ultimo ce l’ha fatta e, appassionatosi al caso, è andato oltre, ritrovando, non so in quali meandri, archivi che avevo oramai dato per spacciati.

Un esempio: archivio di posta Lotus Notes (sistema che non uso più da almeno otto anni), cartella Personale, sotto cartella S: 

Da: Simona

Inviato: giovedì 14 giugno 2001 14.44

A: Grazia

Oggetto: ciao

Ti ho intravista passare in corridoio, di ritorno dalla pausa pranzo: quando puoi ci beviamo un caffè insieme? Ti sta bene quella gonna, me la ricordo, era la stessa che indossavi quella bellissima sera passata con Edoardo, quella in cui io e te ci mettevamo lo smalto mentre lui cercava di ricostruire un teorema, non ricordo quale, con quei settecento fogli sparsi sul pavimento, tutti pieni di numeri e di simboli. E’ stata la sera in cui mi hai confidato di innamorarti solo di uomini genialoidi. A proposito, sono appena stata nello squallido ufficio di uno di questi…. che tristezza…..e sterilità!

Da: Grazia

Inviato: giovedì 14 giugno 2001 15:51

A: Simona

Oggetto: rif: ciao

Mi ricordo che alla fine lo smalto lo abbiamo rovesciato, ma non sui fogli, che sfiga: il giorno dopo sono scesa a lasciare il tavolino Ikea nella zona recupero rifiuti ingombranti, tanto non veniva più pulito! Quanto è vero, questa tipologia di uomini è davvero molto triste: e non lo so se mi piacciono ancora così tanto. Chissà se nella mia vita troverò mai chi mi amerà veramente, incondizionatamente, e che io amerò veramente, senza riserve. Quel che più desidero, alla fine di tutto, è un uomo libero. Libero nella testa, intendo, che è la principale forma di libertà, quella che poi si estende a tutta l’esistenza. Se non lo trovo, comunque, avrò  sempre me stessa, no? Per il caffè, tra poco ti chiamo.

 

Non mi ricordavo assolutamente di tutta questa fiducia in me stessa: me la riprendo, subito, tutta e solo per me.

12 thoughts on “Giovedì, 14 giugno 2001

  1. Purtroppo io con la tecnologia ci convivo….e a volte è meglio non capirci nulla 🙂
    Amare senza riserve? Spero tu possa trovarlo.
    Conservo anch’io qualcosa ,sfortunatamente non tutto 🙁

  2. rileggersi è un qualcosa che da un gusto quasi perverso. Siamo stati tante cose, siamo stati tutto, nei mille cicli della vita. Non bisognerebbe mai perdere la speranza. E’ un qualcosa che dovrei scrivere sui muri di casa o ancora meglio tatuarlo sulla pelle. Ricorda che puoi anche essere altro. Lo sei stata e lo potrai di nuovo essere.
    Io amo parecchio alcune mie me del passato.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *