Capire le Donne (fin da Piccole)

Capire le donne anche piccole

 

Due mesi fa guardavo Pietro e Laura al lavoro insieme attorno a questi fogli ad effetto lavagna. Le cose andavano molto semplicemente così: lei scriveva, lui cancellava.

Una catena di (s)montaggio pressoché perfetta, piccoli movimenti simbolo di molte relazioni uomo donna che vedo ripetersi nel tempo: forse tutto comincia già verso i tre, quattro anni, basta guardarli giocare insieme per intravedere il germoglio di quel che sarà.

Come mi ha detto il padre di Laura, se avessi avuto da ragazzo una bambina di quattro anni avrei avuto un grande successo con le donne, le avrei capite.

Vado a prendere Pietro e Laura al centro estivo che frequentano insieme: mentre ci avviciniamo alla mia utilitaria rossa, quella che ha visto pochissime volte, quella che uso solo per il tragitto casa ufficio, Laura commenta con un il mio papà quando sarò grande mi prenderà una macchina fuschia. Mio figlio, per non essere da meno, chiosa con un e il mio mi prenderà una macchina vlola.

Divertita al pensiero del colorato parco auto che ci attende, apro le portiere, li faccio salire e, prima di chiuderli per bene nei loro seggiolini, mi tolgo gli occhiali da sole: Laura mi osserva da vicino e gentilmente mi fa notare che sto meglio con gli occhiali, rimettili, dai.

Preoccupata per lo scarso successo del mio sguardo (saranno state le occhiaie? O le rughe?), mi metto alla guida e in ascolto dei discorsi dei due che si stanno raccontando qualcosa riguardo a un leone e a una bambola.

Poi, mentre Pietro inizia a imbambolarsi e a ciondolare (l’effetto auto dopo una giornata di giochi è abbastanza immediato su di lui), Laura si rivolge a me con un sai, la mia vita è difficile che mi spiazza definitivamente.

–       Che cosa succede Laura, perché difficile?

–       Thomas dice che io faccio schifo.

–       E chi è Thomas?

–       Un bambino grande, uno nuovo.

Mi sovviene l’immagine di due fratellini che vivono nella mia palazzina, il grande Thomas, appunto, il piccolo Kevin: al di là del gusto discutibile dei genitori nella scelta dei nomi, ricordo due bambini piuttosto carini. Cerco di mettere un sorriso nella voce mentre dico a Laura che forse Thomas scherza.

–       No, non scherza affatto. Io voglio sempre giocare con lui, ma lui non vuole mai giocare con me. Dice che gli faccio schifo.

–       Puoi sempre giocare con Pietro.

–       Vedi zia Grazia, – mi spiega allora lei con molta pazienza – Pietro mi chiede sempre per cortesia giochi con me? Thomas invece non vuole mai giocare con me. E’ per questo che io lo amo.

Non avevo una risposta pronta, ci ho riflettuto forse qualche manciata di secondi e lei nel frattempo mi aveva già chiesto di accendere la radio.

Se avete una buona risposta sono sempre in tempo a fornirgliela: tanto su questo argomento ci fineremo ancora. E Pietro? Lui si era già appisolato e io ora mi chiedo se vale la pena ripetere o meno la conversazione in sua presenza da sveglio.

Così, per cominciare il suo percorso di introduzione alla psicologia femminile.

12 thoughts on “Capire le Donne (fin da Piccole)

  1. Sono ore che penso a una risposta da dare a Laura ma non mi viene in mente nulla. Il punto, Grazia, è che ancora non so dare una risposta a me stessa su questa cosa.

  2. Penso che voler essere accettati sia un desiderio universale, non solo femminile. E`un problema di autostima. E poi: “Cara piccola Laura, non si e` mai vista una principessa inseguire un principe. Il tuo amato per meritarti dovra`sconfiggere almeno un drago e una strega; dovra`maneggiare numerosi piedi puzzolenti e saper pilotare un tappeto volante! Niente sconti, mi raccomando.”

  3. Ecco perché poi le donne soffrono per amore….se iniziano così…
    Quoto anche io la risposta di mammacanta, bellissima…spero mi sia utile in futuro.
    Utile perché vorrei crescere un bimbo come Pietro non come Thomas!

    • Quando mi ha detto che Pietro le chiede di giocare insieme, per cortesia, io ho pensato: bravo bimbo, la gentilezza non deve mai mancarti. Spero che possa continuare così, ad essere gentile e premuroso come è ora.

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