Seminario sui Luoghi Comuni

Seminario sui luoghi comuni

Sono una lettrice onnivora, una che legge davvero di tutto di più: dal best-seller degli anni Settanta, quello che oramai tutti avrebbero dimenticato se non fosse per la trasposizione cinematografica che ogni tanto viene ancora trasmessa, allo scrittore francese bastonato e umiliato in patria ma osannato nel resto del mondo; dall’esordiente italiano di cui si dice un gran bene, ma che due volte su tre si rivela essere una fregatura, a tutti i classici ottocenteschi che vi possono venire in mente, quelli che neanche una professoressa di storia e italiano è riuscita a farmi odiare.

Il che non mi impedisce di valutare una lettura migliore di un’altra. La faccio, questa valutazione, utilizzando parametri abbastanza semplici: alcuni universali, altri personali.

Tra quelli universali ci sono alcuni parametri che la letteratura classica imprime per sempre: un po’ di questi si ritrovano in un piccolo saggio, Seminario sui luoghi comuni. Imparare a scrivere (e a leggere) con i classici.

Come si scrive un incipit? Di cos’è fatta la struttura di un romanzo? Come riuscire a dare un vero spessore a un personaggio letterario? Quali sono gli ingredienti di una scena madre che porti in visibilio il lettore senza trascinarlo nei territori della retorica?

Gli esempi di Seminario sui luoghi comuni arrivano dai grandi scrittori tra i quali Gogol’, Nabokov, Camus, Tolstoj, Gadda, Proust, Roth, Čechov, Flaubert, Mann.

Ogni brano diventa la scusa per scoprire un piccolo segreto nascosto (ma neanche tanto) tra i meandri della scrittura, del personaggio, della trama: così facendo è possibile arrivare a maneggiare sempre meglio la cassetta degli attrezzi di ogni bravo scrittore, tornando ad amare (o provando per la prima volta questa emozione) testi che sono familiari e possono diventarlo ancora di più.

Perché i classici sanno regalare sempre qualcosa di nuovo, e non solo a chi vuole usarli per migliorare la propria scrittura, ma anche a chi vuole riconoscersi in un lettore sempre più critico. Amplificando il piacere della lettura.

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Dicevo che le valutazioni su ciò che leggo non si basano solo su assunti universali: molte, troppe volte sono in realtà strettamente ancorati a fattori personali. Cosa hai trovato tra quelle pagine, Grazia?

Forse una piccola porzione di me. Sì, io posso essere divisa in porzioni, da servire come si preferisce. Ognuna ha un sapore diverso e un colore di riferimento.

Io mi sento bianca: potrei quindi essere un piatto di riso pilaf, che si accompagna un po’ a tutto, oppure una tazza di latte caldo, di quelle che fanno bene allo spirito e, sorseggiate la sera, conciliano il sonno.

Ma posso essere anche rossa, come un’insalata di pomodori maturi che sa di sole e che fa tanto sugo. O verde, come la menta pestata in un mojito ben fatto. O nera, come l’umore che molto spesso mi prende senza preavviso.

Porzioni di me che alterno, che riesco a dosare abbastanza bene. E che riconosco subito, quando le trovo in un romanzo, un racconto, una poesia.

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Tornando a Francesco Pacifico, il suo Seminario sui luoghi comuni. Imparare a scrivere (e a leggere) con i classici, edito nella collana filigrana di minimum fax, raccoglie 37 brani celebri di opere classiche (Un classico, scrive Pacifico, è un libro che non smette mai di lasciarsi saccheggiare): i brani qui diventano il materiale di studio per chi vuole imparare a scrivere proprio attraverso i classici, e quindi grazie alla collaborazione implicita dei grandi scrittori.

Dal sito dell’editore è possibile scaricare e leggere il primo capitolo, quello dedicato alla copiatura dei classici, in particolare alla traslazione del materiale in chiave moderna. Si parla di incipit e il brano qui analizzato è tratto dal racconto Prospettiva Nevskij di Nikolaj Gogol’.

Francesco Pacifico collabora al blog di minimum fax, minima&moralia: Seminario sui luoghi comuni è anche il nome della rubrica che lo scrittore ha tenuto sul blog nel corso del 2010 e da cui è arrivata l’idea per il saggio.

3 thoughts on “Seminario sui Luoghi Comuni

  1. Molto interessante questo tuo post, complimenti ed interessante anche il libro, anche a me piace molto leggere, grazie vado sul sito a scaricare leggere il 1. capitolo!

  2. Pingback: Del Creare Mondi | ToWriteDown

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