Esperire

Esperire

 

Una delle mie parole preferite, esperire.

Una di quelle che mi portano a pensare che è davvero un peccato non avere una vita di scorta.

Dall’enciclopedia italiana Treccani: 

esperire v. tr. [dal lat. experiri, dal tema di peritus «perito, esperto»] (io esperisco, tu esperisci, ecc.; part. pass. esperito, ant. espèrto). –

1. Provare, sperimentare: e. un’indagine; e. le vie legali; tentare, mettere in opera: e. tutti i mezzi possibili per riuscire; sono state esperite senza esito tutte le vie d’uscita; lito diserto, Che mai non vide navicar sue acque Omo, che di tornar sia poscia esperto (Dante), che abbia, cioè, sperimentato il ritorno (sia esperto ricalca il lat. expertus sit).
2. ant.
a. Conoscere per prova: Sia da quegli empi il valor nostro esperto Ne la più aperta luce (T. Tasso).
b. Dimostrare, dare prova: credo oggi aver esperto Ch’essere amato per valore io merto (Ariosto).

Da Esperire e parlare: interpretazione di Heidegger di Vincenzo Costa, Jaka Book, 2006:

E’ a partire da un certo modo di essere nel mondo e da una certa rete di rimandi che bisogna dare ragione dello schema concettuale, che va ricondotto all’esperienza da cui è scaturito. Bisogna dunque, al di là delle forme categoriali, indagare come il giudizio si forma […] “il movimento fondamentale non è quello che va dalla lingua al discorso, ma quello che va dal discorso alla lingua” […] Per Heideggerd si tratta di abbandonare l’intera prospettiva al cui interno questa critica si muove. Anche quando si critica l’idea di schema concettuale si continua infatti a pensare la funzione del linguaggio e della spontaneità come “un mezzo per rappresentare il mondo”, mentre forse la funzione del linguaggio non consiste nel raffigurare stati di cose. […] Il linguaggio ci consente di avere un’esperienza della totalità dei rimandi.

Da Un amore di Dino Buzzati, Arnoldo Mondadori Editore, 1963:

Il protagonista, Antonio, utilizza la prosituzione come oggi in molti usano lo smartphone, come un ponte che si lancia verso l’altro, che si sia alla ricerca di un’informazione, di uno svago, di una persona.

Che poi Antonio è già oltre, è all’uso compulsivo dello smarphone per la sostituzione dell’altro, lui che è assolutamente incapace di stabilire un rapporto reale con le donne. 

Prostituzione, quindi, pulita e senza problemi, grazie alla frequentazione della casa per appuntamenti gestita dalla signora Ermelina: è qui che incontra Laide, una ragazza qualunque che lui è convinto di avere già conosciuto in passato, maturando in sé, dopo quell’incontro, l’impressione di quelle intuizioni dell’animo, apparentemente assurde, che magari al momento non ci si bada ma rimangono dentro per poi ridestarsi a distanza di mesi e di anni, quando il meccanismo del destino scatterà. Come se quell’incontro avesse importanza nella sua vita, come se il coincidere rapidissimo degli sguardi avesse stabilito fra loro due un legame che non si sarebbe spezzato mai più, a loro stessa insaputa.

Antonio esperisce, alla veneranda età di 49 anni, un sentimento: e si innamora.

Da casa mia (foto in alto):

Pietro che esperisce l’essere parte integrante di una famiglia, di ogni suo rito e abitudine, di ogni meccanismo ben oliato dal tempo, dall’affetto, dalla consuetudine – e di tutto ciò che consente in buon funzionamento della famiglia stessa.

Qui lava la sua tazza della prima colazione: madri di figlie femmine, se volete contattarmi, anche solo per ringraziarmi per come sto attivamente partecipando allo sviluppo di un futuro uomo, la mia mail è disponibile nella pagina About.

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