***Metodi di Scrittura*** Georges Simenon

SCRITTORI DA CENTINAIA DI STORIE

Libri di Georges Simenon

La produzione letteraria di Georges Simenon fa invidia (per restare in tema con quanto scrivevo ieri), non solo perché è numerosa e diversificata, ma soprattutto perché è tutta di alta qualità, come poche volte accade ad uno scrittore prolifico.

Autore di centinaia di titoli, Simenon ha alternato pubblicazioni a suo nome a quelle sotto pseudonimo, toccando diversi generi e sottogeneri letterari, dal romanzo popolare al romanzo d’appendice, dal noir e all’intreccio psicologico, senza dimenticare la copiosa serie dedicata al commissario Maigret, con racconti e romanzi polizieschi indimenticabili.

Uno scrittore così intenso deve avere avuto certamente parecchi trucchi da parte: mi sono divertita a cercarne qualcuno, che appunto qui per condividere e non dimenticare.

1. I viaggi. Simenon viaggiava tanto e ne approfittava per raccogliere materiale per i suoi personaggi e per le sue trame, sempre alla ricerca di nuovi scenari, nuove abitudini, nuovi uomini (l’homme nue). Del resto, Simenon è noto anche per i suoi reportage: il più famoso resta quello pubblicato a puntate nel 1946 sul quotidiano France-Soir, un reportage di viaggio intitolato Les U.S.A. de Monsieur Tout-le-Monde (resoconto di una traversata in macchina degli Stati Uniti), ma altri ne ha scritto parlando dei suoi viaggi nei paesi tropicali (Au fil de l’eau, Europe 33, La Méditerranée en golette, Sixiéme Continent).

2. La vita quotidiana. Quando sei uno scrittore non puoi non rubare: le parole, le abitudini, i difetti, i pregi, i tic, le risate, i dolori. Degli altri, ovviamente, di tutti gli altri. Simenon amava fare lunghe passeggiate e altrettanto lunghe soste in luoghi di passaggio, come bar, bistrot, mercati rionali, marciapiedi davanti a negozi. Rubava e mescolava, accumulando dati e impressioni per i suoi personaggi e per i suoi romanzi. Niente è più vero del reale.

3. La lettura dei fatti di cronaca. Sempre in tema di niente è più vero del reale, la cronaca era un’altra fonte di materiale per Simenon. Leggeva sempre i fatti riportati nelle pagine di cronaca, conservando le parti che considerava di maggior interesse (si veda il punto successivo per approfondire il concetto di conservava) e prendendo appunti su persone, luoghi, eventuali fatti di sangue, vittime e carnefici. Come ha detto Andrea Camilleri in occasione di un lungo excursus su Simenon, lo scrittore belga aveva bisogno di calarsi nella parte, di sentirsi sicuro con dati e fatti per il semplice motivo che non aveva un animo da sbirro, come invece sente di avere lo scrittore siciliano.

4. L’archivio. Tutto quanto veniva raccolto durante viaggi, passeggiate, ascolti di conversazioni altrui, e ancora ritagli di giornali, mappe di luoghi, appunti vari ed eventuali, insomma tutto confluiva in un monumentale archivio, una specie di biblioteca personale dove reperire ogni dettaglio in ogni momento di scrittura.

5. Le abitudini di scrittura. Come ogni scrittore seriale, Simenon sposava il concetto di scrivere sempre nelle stesse condizioni, negli stessi spazi e rispettando gli stessi orari, giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, per conservare l’abitudine e il ritmo della scrittura.

6. Mai essere troppo letterario.  Simenon nel 1955 rilasciò una intervista alla rivista americana The Paris Review: Solo una volta un consiglio generico da parte di uno scrittore mi è stato molto utile. Si tratta di Colette. Scrivevo racconti per Le Matin, e Colette era caporedattrice della sezione letteraria all’epoca. Le sottoposi due racconti e li rifiutò entrambi e io continuai a provare, ancora e ancora. Alla fine mi disse: “Senti, sono troppo letterari, sono sempre troppo letterari”. Seguii il suo consiglio. È quello che faccio quando scrivo, la cosa principale quando riscrivo”. Riscrivere per Simenon significava eliminare: eliminare aggettivi, avverbi, e ogni parola che è lì solo per fare effetto. Ogni frase che è lì solo per la frase.

Quest’ultimo è indubbiamente il suggerimento che mi prendo e mi tengo stretto, io che tendo, quando scrivo, ad innamorarmi di parole e frasi solo perché sono armoniose.

Mi fermo qui, ma Simenon ha davvero tante, troppe cose da copiare per chi vuole intraprendere la sua stessa professione: se volete approfondire, vi suggerisco un sito per veri appassionati, SimenonSimenon del giornalista e scrittore Maurizio Testa.

Riguardo all’esordio, riporto qui lo stralcio di una intervista in cui Simenon parla di sé, giovanissimo scrittore agli inizi, dubbioso sul valore delle proprie storie ma fortunato a trovare un editore in grado di infondergli sicurezza e di spronarlo a continuare: a dimostrazione che, a volte, servono poche parole per andare avanti.

L’intervista è contenuta del volume Georges Simenon – Siate umili come Maigret di Luciano Simonelli: fa parte della collana Diario del Novecento dedicata ai principali protagonisti della cultura del secolo scorso.

Il mio primo romanzo l’avevo scritto a sedici anni.

E quando mi ero trasferito a Parigi, tre anni dopo, avevo cominciato a guadagnarmi da vivere facendo racconti e novelle per i giornali popolari.

Qualche tempo dopo mi sono dovuto fermare tre settimane per le riparazioni del mio battello a Delfzijl. In quei giorni, ho pensato di scrivere un romanzo poliziesco. Ho cercato di immaginare chi avrebbe potuto essere il protagonista e il primo nome che mi è venuto in mente e stato Maigret, il commissario Maigret.

E una settimana dopo era già pronta la sua prima storia. L’ho mandata al mio editore, ma ero convinto che non gli piacesse. Infatti, in una lettera gli dicevo: «Non c’è violenza, non ci sono personaggi simpatici o antipatici, sono tutti normali. Manca una storia d’amore e la vicenda finisce male, forse non interesserà a nessuno».

«No, no», mi ha risposto l’editore, «tu continua a scrivere queste storie che io te le pubblico».

***

Il collage che correda questo articolo è mio. Per realizzarlo, ho radunato i dodici titoli che preferisco della vasta produzione di Simenon che in italia è pubblicata da Adelphi: su tutti, Tre camere a Manhattan, che consiglio a chi sta cercando una storia in cui l’autore si mette a nudo.

2 thoughts on “***Metodi di Scrittura*** Georges Simenon

    • Felice di ritrovarti qui!
      Questo è un mese prezioso per gli amanti dei libri: ieri ho scoperto che fino al 31 ottobre Mondadori sconta del 25% tutti I Meridiani. Ne approfitterò!

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