Parole Cancellate

Parole cancellate

 

Si possono cancellare le parole?

C’è chi prova a farlo: se non quelle pronunciate o ascoltate, almeno quelle scritte, quelle che possono essere annerite con un tratto di penna, per non essere più lette.

Qualcuno mi regali una penna di queste, con la punta grossa, nero pece, per coprire per bene tutte le parole nate in un momento di rabbia o di esaltazione, ché la troppa gioia e il troppo dolore fanno sempre dire, ascoltare, scrivere e leggere parole da cancellare.

le cancellature di Emilio Isgrò

Dieci anni fa veniva pubblicata la raccolta di poesie di Emilio Isgrò Brindisi all’amico infame: questa raccolta fruttò al suo autore il sesto festival nazionale della poesia italiana Città di San Pellegrino Terme.

Isgrò è di origini siciliane, ma opera da diversi anni a Milano: è pittore oltre che poeta, un artista a tutto tondo divenuto noto per la sua tecnica della cancellatura, per togliere più che mettere.

In occasione del successo di Brindisi all’amico infame (disponibile nell’edizione Nino Aragano), Isgrò rilasciò una serie di interviste in cui svelò la propria poetica e le proprie intenzioni di artista: Quando la società non sembra avere più sbocchi, tocca ai poeti indicare delle mete possibili. Mete diverse, che non siano plasmate dalla stessa società in crisi, ma che si pongano quale alternativa, via d’uscita, alla crisi.

La poesia come resistenza all’appiattimento: Credo che noi poeti, dopo aver giocato tanto con la perfezione, dobbiamo perseguire l’arte più difficile, quella dell’imperfezione. È ora di innescare la poesia come resa dei conti con il sistema.

Per Isgrò la cancellatura diventa un ostacolo tra l’autore e la propria immagine.

Perché quello che siamo per noi stessi non è mai quello che siamo per gli altri. E le parole che usiamo per descriverci al posto di chiarire confondono. Allora vanno cancellate.

La cancellatura diventa un segno che si propone l’obiettivo di eliminare il superfluo, di scegliere e di selezionare le parole: le parole che restano, le parole non escluse, diventano monumentali, come piramidi nel deserto del discorso.

Cancellare le parole, selezionare quelle da tenere, affinché diventino il poco per il tutto.

5 thoughts on “Parole Cancellate

  1. Mi piace, mi diverte, leggendo soprattutto i giornali, cancellare le parole “in più” fino a far venire fuori una idea semplice e pulita….. è incredibile quante parole di troppo!!!!

  2. Le parole pronunciate in un momento di esaltazione con eccessiva enfasi rispetto a qualcosa, o qualcuno non le cancellerei, trovo siano un peccatuccio di ingenuità, ma quelle delle rabbia sono tremende e difficili da controllare. Un abbraccio grande grande

  3. Pingback: Il meglio della settimana 45 | MammaMoglieDonna

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