Lettori AccaVentiquattro

Lettori AccaVentiquattro

AccaVentiquattro, pronunciato così, tutto attaccato, è un modo di dire che si usa tanto in aziende che si vantano della propria alta produttività: piace anche ai singoli che amano di se stessi l’operosità, quel loro essere sempre sul pezzo, sette giorni su sette, AccaVentiquattro. Appunto.

Io mi sento un lettore AccaVentiquattro. Oggi ho pure preso la metropolitana pur di poter continuare a leggere, almeno fino alla soglia dell’ufficio.

Sono alle ultimissime pagine di Trilogia della città di K. di Agota Kristof, capitemi.

E quindi oggi stavo pensando a questo:

Siamo in molti a non poter finire la giornata senza un’ultima lettura a letto. Di solito si tratta della novità promettente o di una rilettura di pura golosità, non di un’opera utile al lavoro che si ha in corso: che so, mentre scrivevo i miei due romanzi “storici”, non ho mai chiuso gli occhi su un testo seicentesco o su un saggio critico. La conclusione di un giorno deve essere un po’ vezzeggiata da chi fatica a liberarsi da un pensiero ossessivo e dalle ansie e inquietudini diurne. Di qui la scelta tutta libera e antieconomica delle letture notturne.

Questo brano è ripreso da Inventario di Gina Lagorio un’autrice italiana di cui conosco molto poco. In questo brano mi ritrovo, ritrovo la mia compulsione per la lettura, protratta molte volte sino a notte fonda.

E poi penso a quello che una decina di giorni fa mi ha detto un nuovo amico, un poeta conosciuto nelle serate di scrittura creativa che sto frequentando: Grazia, dovresti smettere di leggere così tanto e scrivere, scrivere molto di più.

Ecco, non so se ce la farò, ma trovare un equilibrio tra scrittura e lettura diventa urgente.

(Grazie a Valeria per avermi permesso di usare un pezzetto di una sua foto,
un pezzetto della copertina de’ Il libro di tutte le cose di Guus Kuijer)

12 thoughts on “Lettori AccaVentiquattro

  1. Bello questo post. Lo sento molto mio, succede così anche a me. Dobbiamo scrivere e incoraggiarci a vicenda a scrivere, scrivere, scrivere! Ti abbraccio e grazie per la riflessione pre-nanna. Vado a leggere! 🙂

  2. Anche io ero una divoratrice di libri ad ogni ora e leggere a letto fino a che il libro non si chiudeva da solo era la mia coccola serale. Poi ho cominciato a dividere il tempo tra lo scrivere e il leggere (altre obbligatorie occupazioni da casalinga ristrette al massimo…).
    Ora, alla mia veneranda età la situazione si è evoluta ulteriormente ed ora il tempo è diviso tra le solite occupazioni (ancora ridotte per via delle forze), la lettura e la scrittura ma lo spazio più ampio è diventato quello del silenzio e della riflessione…

  3. Ti auguro di trovarlo presto questo equilibrio! È difficile, io scrivo per motivi diversi, con meno costanza e meno metodo ma fatico a trovare il mio, ormai o leggo o scrivo, e parlo proprio di periodi…
    Sorrisi 🙂

  4. Piuttosto che scrivere senza leggere come fanno tanti pseudo-autori superegodotati, meglio continuare a leggere tanto e a scrivere poco, anche se certo, l’ideale sarebbe scrivere tantissimo e leggere tantissimo!

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