Volti come Assenze

IL VOLTO DEL 900. IN MOSTRA A MILANO

Nude on a divan di Albert Marquet

Una sera arrivi in piazza Duomo e ti infili in una mostra, una delle tante, allestite in questi giorni a Palazzo Reale, quello che sta alla destra del Duomo, defilato, quasi servile nei confronti del mostro sacro della piazza.

E’ una finta, questa sua umiltà: è lì ad aspettare le migliaia di persone che, giorno dopo giorno, vanno per vedere cosa custodisce nelle sue meravigliose sale, quelle che neanche una brutta guerra è riuscita a rovinare.

Questa sera scegli di visitare un’esposizione che raccoglie opere con un denominatore comune: sono tutte la rappresentazione di un volto, sono tutti ritratti.

Sono tutte celebrazioni di assenze.

Plinio il Vecchio narra nella sua Storia naturale il mito di fondazione dell’arte occidentale: il tutto, come sempre, ruota attorno a una donna e ad un amore. Due ingredienti vecchi come il mondo.

(…) il vasaio Butade Sicionio scoprì per primo l’arte di modellare i ritratti in argilla; ciò avveniva a Corinto ed egli dovette la sua invenzione a sua figlia, innamorata di un giovane. Poiché quest’ultimo doveva partire per l’estero, essa tratteggiò con una linea l’ombra del suo volto proiettata sul muro dal lume di una lanterna; su quelle linee il padre impresse l’argilla riproducendone il volto; fattolo seccare con il resto del suo vasellame lo mise a cuocere in forno.

Lipstick di  Frantisek Kupka

A Milano la mostra allestita a Palazzo Reale Il volto del ‘900 – Da Matisse a Bacon resterà aperta fino al 9 febbraio 2014: un’ottima occasione per vedere in Italia un’ottantina di opere tutte appartenenti al Musée National d’Art Moderne Centre Pompidou di Parigi, opere scelte per raccontare il mutamento negli stili e nei caratteri nella raffigurazione umana e della ritrattistica del XX secolo.

Tutte opere nate per celebrare assenze.

Arne di Chuck Close

Ritratto della baronessa Gourgaud con mantilla di Marie Laurencin

Autoritratto di Gino Severini

Kizette al balcone di Tamara de Lempicka

Odalisca con i pantaloni rossi di Henri Matisse

Autioritratto di Zoran Music

La blusa roja di Pierre Bonnard

4 thoughts on “Volti come Assenze

  1. È intrigante quel “volti come assenze”…..
    Pur ammirando tutti questi quadri trovo particolarmente belli quello della donna con i fiori e l’ultimo, forse perché mi ci ritrovo come posizione….

  2. Significativo il concetto di VOLTI COME ASSENZE . L ‘ arte è ricostruzione di qualcosa che non c ‘ è più o che non è mai stato , quasi nostalgia per una mancanza e tentativo di catturare il transeunte .

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *