Questa non è una Recensione

Questa non è una recensione

Dopo quasi due anni di esperienza con ToWriteDown posso finalmente scriverlo: questo non è un blog dove trovare recensioni di libri, intese in modo tradizionale.

Io non so recensire un libro: riesco a scrivere solo di quelli che ho amato, che mi hanno dato piacere, che mi hanno permesso di trascorrere ore se non giorni in compagnia di vicende e di personaggi amici. E anche se fossi capace di scrivere di libri che non ho gradito, non sarei comunque in grado di definire bene un genere, descrivere lo stile dell’autore, catalogarlo, inserirlo in un filone, analizzarlo come precursore o come seguace di questo e di quello, fare delle associazioni con opere e correnti del passato.

Resta il fatto che mi piace parlare di storie, di personaggi, di vite narrate, di  scrittura e di scrittori. E che pertanto continuerò a farlo, chiedendomi, di tanto in tanto: come si scrive una buona recensione?

Ecco cosa mi sono risposta finora, in un ordine il cui senso è solo uno: cronologico.

  • Se non sei un appassionato di storie, evita di scrivere recensioni. Questo mi sono detta due anni fa tanto da giustificare la mia avventura in questo mondo, ché io di passione ne ho tantissima.
  • La passione comunque non basta. Il dono della sintesi ha una sua utilità, soprattutto se non desideri scrivere un riassunto del libro di cui parli, ma vuoi passare il significato che quella storia ha avuto per te, il piacere che ti ha regalato, i personaggi che ti ha fatto conoscere, il pezzo di mondo che hai attraversato senza alzarti dalla tua poltrona preferita – e quindi instillare in chi legge la voglia di metterci dentro il naso.
  • Chi recensisce è un traghettatore tra l’opera letteraria e il potenziale lettore. Questo è stato un piccolo punto di svolta: a partire da qui un dubbio si è insinuato in me, ossia chi recensisce deve solo rendere noto qualcosa che nell’opera letteraria è già presente oppure deve ricavarne un senso nuovo? Mi sono risposta che…
  • Le recensioni non sono opere letterarie. Un recensore rende un servizio al lettore, non gli propina un nuovo testo letterario. Per questo quando scrive deve essere breve, semplice, immediato.

Ciò spiegato, io, nell’improbabile ruolo di recensore cerco di offrire un servizio che va in due direzioni: parlo di libri che possono piacere ai bambini, quelli piccoli, quelli che è bellissimo tenere sulle ginocchia mentre si sfogliano insieme pagine che contengono parole e immagini; e parlo di libri destinati a quelli che amo definire i bambini grandi, coloro che conservano la voglia di conoscere e di vivere altre vite, quelli che lasciano la mente e il cuore aperto per accogliere l’altro e l’altrove. Proprio come me.

Non è tutto qui, comunque, quindi lasciatemi precisare ancora un paio di cose.

Quando scrivo di libri per bambini (e ragazzi) lo faccio con un’attenzione particolare: scelgo pubblicazioni che a mio parere aiutano a stimolare interesse per la lettura, con la finalità, per nulla occultata, di creare un lettore felice.

In diverse occasioni ho parlato di attachment reading, il rafforzamento dell’attaccamento alla lettura: le mie recensioni per i più piccoli, o meglio, per gli adulti che leggono per loro e con loro, vanno sempre in questa direzione.

Quando scrivo di libri per un pubblico adulto solitamente parlo di libri che mi hanno permesso di aggiungere un tassello alla mia formazione e alla mia visione del mondo. Difficilmente parlo di storie che mi hanno regalato solo attimi di svago, il più delle volte si tratta di testi da cui ho tratto una sorta di insegnamento.

E poiché amo scrivere, molte volte si tratta di romanzi o di racconti che mi hanno insegnato qualcosa sulla scrittura: ricopiare frasi, brani, descrizioni di paesaggi e di personaggi, ha l’obiettivo di ricordare a me stessa che la scrittura è un’arte che va esercitata pensando al meglio.

Del resto ho scritto in diverse occasioni che questo è il mio spazio dove raccogliere ed organizzare appunti: anche letterari, soprattutto letterari.

Infine, le mie recensioni non sono retribuite, mai. Perseguire i miei personali obiettivi è già fonte di grande soddisfazione.

2 thoughts on “Questa non è una Recensione

  1. Ottimo il tuo modo di interpretare lettura e recensioni.
    Io sono un bambino grande che apprezza ciò che scrivi. In genere non leggo libri per bambini e non scrivo per bambini, ma mi piacerebbe averli come pubblico. Potrebbero imparare dai miei errori.
    Nicola

    • Ciao Nicola,
      felici di ritrovarti qui 🙂

      Ieri ho partecipato a una letura animata per bambini, a seguito della quale gli stessi sono stati invitati a realizzare il loro libro, con carta, colori, forbici, nastrini, colla e la loro fantasia.

      Cosa ho scoperto? L’acqua calda, temo: le loro storie sono le più belle del mondo…

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