Vorrei che Tu

COME IN UN RACCONTO DI BUZZATIvorrei che tu

 

Una giornata come questa sarebbe piaciuta a Buzzati.

Gli sarebbe piaciuta questa neve che cade quasi già sciolta sull’asfalto e sui marciapiedi di Milano, e serve solo per ricordare che il 30 di gennaio è il giorno giusto per avere la neve in città.

Gli sarebbe piaciuto camminare al freddo di via Solferino, avvolto in un cappotto di lana ruvida, lo sguardo lungo a cercare un orizzonte urbano modificato dal bianco eppure noto.

Avrebbe indossato un cappello, forse una sciarpa. E avrebbe lasciato a casa l’ombrello – e avrebbe lasciato passare le signore con il loro passo veloce, affrettato, attente agli schizzi e alle pozzanghere.

Magari ci avrebbe pure scritto su un racconto, su questo 30 gennaio, il sessantunesimo. Magari.

Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti assieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo.

Dino Buzzati, dai Sessanta Racconti

(là in alto, in foto, una delle poche case sul Lavazè, uno dei miei posti del cuore.
La neve è quella di domenica scorsa. E che neve.) 

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