I racconti di mio Figlio

UNO DEGLI EFFETTI DEL REGALARE LIBRI AI BAMBINI

Pauline Einstein

Recentemente le letture serali con mio figlio sono corredate da racconti senza immagini, a voce, come li definisce Pietro.

Tutto è cominciato da una sua richiesta: ascoltare storie raccontate dalla mia voce. Come se quelle che gli leggo da quando ha sei mesi le leggessi con la voce di un’altra.

Traduzione: raccontami delle storie inventate da te, create sul momento, non accompagnate da immagini, non sfogliabili. Questo perché, anche a luci spente, vuole che le storie continuino.

Quindi il rito era pressapoco così: prima leggiamo un libro insieme, poi spegniamo la luce e io racconto una storia inventata attorno a due o tre elementi che lui richiede, solitamente ci stanno sempre dentro i suoi pupazzi o i suoi amici o qualche oggetto conosciuto da poco. Ho raccontato storie su braccia rotte e sull’infanzia di Mike e Sullivan e su come la Pimpa sia diventata a macchie e sul perché i dinosauri non sappiano andare in nave: cose così.

Era questo il rito, dicevo, perché ora si è allungato: la nuova frontiera sono le storie inventate da mio figlio, quelle che ora, dopo avere letto un libro insieme e dopo avere ascoltato una storia inventata da me, inizia a raccontarsi e a raccontarmi.

Le sue storie sono molto più belle delle mie, ma un bravo editore per l’infanzia capirebbe subito che sta violando tutti i copyright. Perché Pietro crea storie mescolando tutte quelle che ha sentito leggere da me da quando è un bebè.

Un esempio: c’era una volta un bambino molto prepotente che non lasciava mai in pace i suoi amici, che rubava le merende a scuola e che non faceva salire nessun altro sull’altalena al parco giochi, tanto che nessuno voleva più giocare con lui (ispirazione libera da E se fossi …un leone?). Poi questo bambino per fortuna ha trovato un amico paziente che gli faceva le torte e lui finalmente è diventato buono ed ha avuto ancora tanti amici (già, le torte di Mollo, L’amico del piccolo tirannosauro).

Un altro esempio: una volta una mamma tucano, che voleva molto bene al suo bimbo tucano (di mamma tucano così dolce ne conosciamo una, quella di Solo per amore), decise di costruire una casa alta alta, e di farla abitare a tutti i loro amici (ecco, una casa alta alta noi ce l’abbiamo appesa, è Il libro casa).

Quindi potremmo aggiungere un ventunesimo motivo per regalare un libro ad un bambino: regalare un libro a un bambino permette di offrirgli storie e personaggi da rielaborare per le storie che vorrà raccontare a se stesso e agli altri. E gli permette di sviluppare la sua creatività.

Ecco, mio figlio non è un genio e, in tutta onestà, ho sempre sperato che non lo fosse, che non avesse talenti speciali, ma che sapesse usare bene quelli che la natura, bene o male, dà a tutti: spero che gli strumenti che io, come madre, cerco di mettergli a disposizione lo aiutino a vivere in modo pieno la sua vita.

Io intanto indosso ogni sera le vesti di lettrice, narratrice e ascoltatrice con grande, grandissima emozione. E sì, posso dirlo, credo di avere fatto la pace con le preoccupazioni del mese scorso dopo il colloquio a scuola: ho un bambino che difficilmente accetta l’omologazione, tutto qui.

9 thoughts on “I racconti di mio Figlio

  1. Che bello! Il mio invece mi chiede le canzoni a richiesta. Mi dice tipo, mamma mi canti che ero un pompiere e che andavo in altalena con daniele. E via a canticchiare! Mi piace un sacco e anche lui ora inventa canzoncine

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  5. Tempo fa una persona mi ha fatto notare che io sono la classica madre fissata con i libri che forza la figlia a leggere: inorridisco ancora al pensiero di questa libera interpretazione del mio atteggiamento nei confronti della lettura. Cmq, oggi, quando la mia piccola prende i libri, li sfoglia da sola e si racconta le storie a modo suo o le racconta alle bambole sedute in cerchio, quando inventa canzoni con temi che ricordano i libri letti, mi sento orgogliosa di me e penso che tutto sommato sto facendo un buon lavoro 😉

    • Verdiana, capisco la tua sensazione: che brutto vedersi mettere un’etichetta, di qualsiasi tipo!
      La tua piccola comunque è la migliore cartina tornasole che tu abbia a disposizione, lo sai, vero?!

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