Noi che la Grande Bellezza

Noi che la Grande Bellezza

Prima o poi smetteremo di pagare i biglietti del cinema per provare emozioni.

Ma perché non funziona tutto come nei film? Perché gli estranei in metropolitana, invece che limitarsi a guardarti, non attaccano bottone dicendoti che hai un sorriso bellissimo? Perché dopo trent’anni, in un café del centro, non rincontri mai la persona per cui hai lottato? Perché le madri fanno fatica a capire i propri figli e i padri ad accettarli? Perché la frase giusta arriva sempre durante il momento sbagliato? Perché non ti capita mai di correre sotto la pioggia, di arrivare davanti al portone di qualcuno, farlo scendere, scusarti e iniziare a parlare a vanvera per poi trovarti labbra a labbra e sentirti dire: non importa, l’importante è che sei qui? Perché non vieni mai svegliato durante la notte da una voce al telefono che ti dice: non ti ho mai dimenticato?

Se fossimo più coraggiosi, più irrazionali, più combattivi, più estrosi, più sicuri e se fossimo meno orgogliosi, meno vergognosi, meno fragili, sono sicura che non dovremmo pagare nessun biglietto del cinema per vedere persone che fanno e dicono ciò che non abbiamo il coraggio di esternare, per vedere persone che amano come noi non riusciamo, per vedere persone che ci rappresentano, per vedere persone che, fingendo, riescono ad essere più sincere di noi.

Questo scrive David Grossman, tra le altre cose, in Qualcuno con cui correre.

7 thoughts on “Noi che la Grande Bellezza

  1. Quanta paura che abbiamo a manifestare le nostre emozioni!!! La mia “veneranda” età mi permette ora in tutta libertà di esprimermi senza timidezze, ma quanto mi c’è voluto per rompere il muro in me e poi negli altri!
    Bellissimo questo post, Mi sa che compro il libro di Grossmann….lui mi piace molto come scrittore!

    • Credo che la gestione delle emozioni sia un’arte e che come tale vada insegnata fin da piccoli: e con gestione non intendo certo il sopprimerne la manifestazione, ma il saperle esprimere utilizandole al meglio per sé e nella relazione con gli altri.

  2. C’è da dire, però, che Sorrentino è scrittore, prima che regista…e quindi tutto torna.
    Anche i libri (e lo sai che anche io amo perdermici dentro più che con qualsiasi altra cosa) hanno la stessa funzione.
    Certo, il profumo della carta è meglio di quello stantio delle poltrone del cinema!!!!

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