Haiku. Per me e per te.

MICA BISOGNA ESSERE GRANDI PER FARE POESIA

Vivian Maier_May1955_New York

 

Gli haiku sono piccoli componimenti poetici formati di diciassette sillabe: cinque nel primo e nell’ultimo verso, sette in quello di mezzo.

Fanno parte della tradizione letteraria giapponese, anzi ne rappresentano una parte molto importante: sono, in tal senso, l’essenza più profonda della cultura nipponica. Testimoniano, con le loro diciassette sillabe ogni volta diverse, l’inadeguatezza del linguaggio nella definizione della realtà e della verità.

C’è un un progetto in rete che ha un nome poetico: Haiku seduti sotto la luna.

Coinvolgono persone di tutte le età nella realizzazione di haiku. Poiché gli haiku si prestano ad essere creati anche da chi non sa scrivere, io ho coinvolto Pietro che per Haiku seduti sotto la luna ha composto la sua prima poesia: è l’haiku numero 287.

Verso l’acqua
masticando pian piano
i fagiolini

Non potevamo non partire dal cibo: presto ci sposteremo sui giochi, sulle storie magari.

Comunque mi sto esercitando anche io, cercando idee nel quotidiano, nelle stagioni, nei pensieri: e quando avrò l’haiku perfetto lo farò avere ai signori di Haiku seduti sotto la luna.

Mi esercito con cose tipo:

La primavera
come un letargo che
già si sveglierà

Vengo nel letto
per abbracciarti stretto
nel buio scuro

Decido cosa
fare da grande forse
se non sei più qui

Continuo ad esercitarmi e vi farò sapere.

Haiku seduti sotto la luna è frutto delle fertili menti di uno scrittore (Pino Pace), due blogger (la sedia Silvia Geroldi e la luna Viviana Violo), una cantastorie/editrice (Anna Morchio).

 

(La fotografia è uno scatto di Vivian Maier, di cui scriverò, prima o poi)

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