Ultimo Frammento d’Inverno

PER IL MIO PAPA’

Ultimo frammento d'inverno

Ci sono queste cose che devo scrivere oramai da quasi due mesi e che invece ho tenuto dentro di me per tutto questo tempo, nell’attesa del momento giusto.

Poi ci ho pensato e ho capito che questo momento sono io che devo farlo accadere, che non è che possa decidere lui per me.

Quindi stamattina, con il sole appeso in un cielo terso, azzurro, un sole che preannuncia la primavera, che fa pensare a cose che si rinnovano e che crescono anche sui marciapiedi di Milano, ho scritto di giorni trascorsi sulla neve, di posti che sono nel mio cuore fin da quando questo era piccolo, bambino, e interpretava ogni piccola impresa come una grande possibilità – e vedeva in ogni nuovo incontro una nuova grande amicizia.

Un modo di pensare che, è negli anni che l’ho capito, è passato da mio padre a me. Che poi eccolo il momento giusto: così faccio anche gli auguri al mio papà.

Non è che quello che ho scritto per lui oggi io voglia scriverlo anche qui, ora: mi piace tenere quei pensieri solo per lui. E allora qui, per me, cosa custodisco?

Una carrellata di ricordi, in ordine sparso, di un uomo che è stato e resterà per sempre il mio primo riferimento maschile. Poco politicamente corretto, forse, ma molto molto umano:

  • camminare come se non ci fosse un domani, a volte con una meta ben precisa, un obiettivo ambizioso e lontano e difficile. A volte solo per godersi il paesaggio, senza regole;
  • dimenticare a casa la macchina, sempre. E lamentarsi che gli altri non lo abbiano fatto;
  • cercare di imparare i nomi dei fiori, ma non riuscirci mai veramente, e andare quindi per somiglianze, per colore, per riferimenti difficili. Ma senza perdere soddisfazione;
  • non avere paura della fatica. Ricordare che settanta chilometri al gelo si possono fare anche con un sorriso;
  • continuare a dire “quando sarò grande farò, dirò, andrò” che con il tempo può diventare un “quando sarò vecchio farò, dirò, andrò. Credendoci sempre;
  • ricordare che, alla fine, la persona più importante sei sempre e solo tu. E se non ne sei convinto tu, non ne sarà convinto nessun altro.

40 anni di Marcialonga

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