Raccontare la Città secondo Gianni Biondillo

UN INCONTRO FORTUNATO GRAZIE A RESPIRARE PAROLE

Gianni Biondillo

A fine novembre (sì, ben quattro mesi fa, una vita fa) ho partecipato ad alcuni incontri organizzati dal Comune di Milano e da Letteratura Rinnovabile per il ciclo Respirare Parole.

Uno di questi era un laboratorio di scrittura tenuto da Gianni Biondillo e dedicato al tema raccontare la città. Vi racconto come è andata.

Raccontare la città per Biondillo si traduce velocemente in raccontare Milano, che è la città che lui ha raccontato in molte sue opere.

Del suo primo libro, di Per cosa si uccide, Biondillo dice: Io volevo scrivere un libro su Milano, poi mi hanno detto che avevo scritto un giallo.

In effetti il giallo è il genere che forse meglio si presta per descrivere una città: con la scusa dell’indagine, ispeziono e ti racconto ogni recesso della città.

Per cosa si uccide di Gianni Biondillo

L’altra sua esperienza legata fortemente a Milano è Tangenziali: nato come esperimento, come piccola idea condivisa con il padre di una compagna di scuola della figlia (quel Michele Monina che ha firmato con Biondillo il libro), Tangenziali racconta da un altro punto di vista la città, la guarda dal retropalco e la restituisce fuori da ogni luogo comune.

Come raccontare una città?

Biondillo innanzitutto indica cosa non si deve mai fare:

  • mai essere didascalici
  • mai fare la guida turistica (piuttosto fare la guida sentimentale)
  • mai trasformarsi in una piccola wikipedia

Quando conosciamo troppo bene un argomento, una persona, un paesaggio, un’attività lavorativa, diamo per sottinteso molto, non ci soffermiamo ad approfondire. Finiamo col darla per scontato, quella cosa, quella persona, quella attività.

Ma se non si torna a stupirsi di ciò che si vede è impossibile scriverne.

E’ necessario tornare lì, a quel momento in cui tutto lo si vede come nuovo: tornare bambino, tornare adolescente. Tutto è per la prima volta e tutto è nero o bianco, senza sbozzamenti, senza limature. Restare lì ad osservare e a cercare di capire, esattamente come fanno gli adolescenti.

***I consigli di Biondillo***

La copiatura dai grandi: anche in senso stretto, ricopiare i brani a mano.

Fare esperienza: non esiste il profondo io, va riempito di esperienze reali da potere restituire sulla pagina.

Coltivare l’invidia: se sei uno scrittore, non hai niente. Hai solo le parole, cose nere su fogli bianchi. Sii invidioso di chi ha cose più concrete, come un muratore che può costruire case. L’invidia porta a sperimentare, a cercare. E’ utile.

Non dare niente per scontato: niente è mai come appare. Qual è la storia che c’è dietro?

Essere stupidi: per poter scrivere, non devi essere intelligente. Non prenderti troppo sul serio. Piuttosto levati gli occhiali dell’abitudine, togli tutti i filtri.

E poi leggere: sapendo che ogni nuova storia incontrata regalerà il desiderio di trovarne altre.

Dedica di Gianni Biondillo

 

2 thoughts on “Raccontare la Città secondo Gianni Biondillo

  1. ho avuto anch’io il piacere di conoscere e chiacchierare con Biondillo anni fa e ho trovato un interlocutore attento oltre che un grande scrittore simpaticone. Bellissimo il suo “per sempre giovane” non è un giallo.

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