Poesie sui Muri

Poesie sui Muri

 

Ero in un bar di Milano, ieri sera, con vino sui tavoli e libri sugli scaffali.

Alle pareti, su un intonaco color giallo, qualcuno aveva scritto delle frasi, anche intere poesie, come quella della foto qui sopra: una poesia di Patrizia Cavalli, con un errore di ortografia che non rovina il senso.

Io non avevo mai letto nulla di questa poetessa italiana: scoprirla è stato un dono di questa strana estate.

Ho trovato un blog dedicato alla sua poesia, è questo, è bellissimo.

Me lo sto leggendo in questa giornata sospesa, fatta di un sole pallido anche se è il 31 luglio, fatta di poca attenzione anche se sono in ufficio. Fatta di pensieri affollati e fatta di niente.

Me lo sto leggendo per assorbire un po’ di parole buone: nella poesia, del resto, sono immersa da diversi giorni, dopo che un’amica prima di partire per le vacanze mi ha lasciato una raccolta di Emily Dickinson a tenermi compagnia in sua vece.

Nel mese di agosto, alla lettura della Dickinson (una poesia al giorno per togliere la malinconia di torno) farò seguire una poesia della Cavalli. Una come questa:

Se ora tu bussassi alla mia porta
e ti togliessi gli occhiali
e io togliessi i miei che sono uguali
e poi tu entrassi dentro la mia bocca
senza temere baci disuguali
e mi dicessi: “Amore mio
ma che è successo?”, sarebbe un pezzo
di teatro di successo.

E questa: 

La scena è mia, questo teatro è mio,
io sono la platea, sono il foyer,
ho questo ben di dio, è tutto mio,
così lo voglio, vuoto, e vuoto sia.
Pieno del mio ritardo.

7 thoughts on “Poesie sui Muri

  1. Ma il nome del bar? Ormai è agosto, ti abbraccio, tra poco partirai, spero sia tutto bello, sole e rinascita. Ci ritroviamo a settembre, con tante parole.

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