Ritorni

Ritorni

 

Due giorni ancora e riprendiamo la strada verso casa.

Così come siamo venuti ce ne andiamo. No, non proprio: ce ne andiamo con un sacco di cose in più e con un bel po’ di cose in meno.

In più:
– ricette per provare a cucinare nuovi sapori
– lentiggini su pelle ambrata
– mezzo chilo di pasta di mandorla per sperimentare tre mesi senza latte vaccino
– una cassa di vasetti di passata di pomodoro prodotta da me personalmente
– bastoncini di varie lunghezze e calibro
– sassi di diversi colori e dimensioni
– file word contenenti racconti e affini
– due gadget di Mc Donald’s (cinque anni di ignoranza spazzati via in due mezzi pomeriggi)
– vestiti e scarpe e prodotti di cosmesi
– una borsa di fumetti (Topolino e Tex)
– speranze (da costruire), soddisfazioni (da godere)

In meno:
– un paio di chili (nessun merito alla dieta, anzi, solo a lunghissime nuotate)
– una decina di titoli in sospeso da leggere (e sapere che ce ne sono comunque tanti ancora in attesa rende lieve la perdita)
– un desiderio (portato via dall’unica stella cadente intercettata)
– un po’ di grigio, dentro e fuori
– speranze (disattese), delusioni (archiviate)

Mi piacerebbe (e tanto) poter scrivere di avere messo un sacco di punti e di avere fatto un bel po’ di a capo, ma è troppo presto per questo.

E comunque mi aspettano ancora una decina di giorni di piena libertà, di vacanza e di scrittura. Serviranno anche per i punti e per gli a capo.

L’equilibrio finale per ora è dato dalle tante parole uscite finalmente dalla mia testa per fermarsi, nero su bianco, su carta reale e virtuale.

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