***Metodi di Scrittura*** Kurt Vonnegut

Kurt Vonnegut 

E io mi domandai rispetto al presente,
quanto vasto fosse, quanto profondo fosse,
quanto fosse mio.

 

Nel 1999 Kurt Vonnegut ha regalato a chi vuole scrivere le sue otto regole: le ha infilate nella presentazione di una raccolta di suoi racconti,  Bagombo Snuff Box, che non è mai stata tradotta in italia. Ho trovato un video in cui le otto regole sono elencate: qui sotto ho cercato di tradurle, mentre altrove ho cercato di applicarle. Le regole si riferiscono alla creazione di un racconto breve: che ne pensate? 

 

1 – Fai in modo che i tuoi lettori (soprattutto quelli che ancora non ti conoscono) non pensino di avere perso tempo leggendo quanto hai scritto.

2 – Dai al lettore almeno un personaggio per cui possa fare il tifo.

3 – Ogni personaggio dovrebbe desiderare qualcosa, fosse soltanto un bicchiere d’acqua.

4 – Ogni frase deve svolgere una o entrambe le seguenti funzioni: mostrare un personaggio o far andare avanti la storia.

5 – Inizia la tua storia il più vicino possibile alla sua fine.

6 – Sii sadico. Lascia che ai tuoi personaggi (anche se teneri e dolci) accada di tutto, con lo scopo che il lettore possa vedere di che pasta sono fatti.

7 – Scrivi per dar piacere ad una sola persona. Se apri una finestra e fai l’amore con il mondo, per così dire, la tua storia si prenderà una polmonite.

8 – Dai ai tuoi lettori la maggior parte di informazioni il prima possibile. Al diavolo la suspense. I lettori dovrebbero sapere quasi tutto quel che sta succedendo, dove e perché, tanto da poter completare la storia da soli nel caso sfortunato in cui degli scarafaggi mangiassero le ultimissime pagine.

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La libreria è di un’amica, mentre la citazione di apertura è tratta da Mattatoio n. 5, a mio parere una delle migliori opere del buon Vonnegut.

4 thoughts on “***Metodi di Scrittura*** Kurt Vonnegut

  1. Kurt Vonnegut è senz’altro uno dei pochi che rispetto. (Dico pochi, anche se in realtà gli scrittori che stimo sono parecchi – solo che il numero di questi resta pur sempre limitato rispetto alla quantità di ogni tempo).
    Mattatoio numero 5 mi è molto piaciuto e proprio recentemente m’è capitato di leggere Un uomo senza patria, sempre di KV, altra bella narrazione, stavolta però di brevi saggi. Però sempre talentosa, calda e creativa.
    La verità sui Metodi di Scrittura?… Ne esistono a firma di molti nomi degni di fede, da Vonnegut a Hemingway a… a… a… ma penso che uno può anche diventare abile padrone della tecnica di esporre e di narrare (ammesso e non concesso), però quel quid aggiunto che fa la differenza… Non c’è scuola o manuale che tenga.
    Non so perchè ma l’argomento mi richiama alla mente un certo aneddoto zen: a un millepiedi fu chiesto qual era il piede che lui muoveva per primo. Il millepiedi incominciò a riflettere, nel tentativo di prenderne coscienza e quindi rispondere, e restò bloccato, incapace più di muoversi.

    • Ciao Guido,
      i metodi di scrittura degli altri sono per me terra vergine per divertite indagini.
      Mi piace andare alla scoperta di come gli scrittori che più apprezzo siano riusciti a sintetizzare a parole quanto in realtà riesce loro con spontaneità e come frutto di anni di tentativi.
      Insomma, collezionare metodi di scrittura mi piace parecchio e, nonostante il tuo millepiedi sia un bell’esempio sull’inutilità del mio vezzo, temo che te ne propinerò ancora, in futuro…
      A presto!
      Grazia

      • “Divertite indagini”. Ecco, quel “divertite” ti spiega benissimo già subito a partire dal tuo inizio.
        Del resto, c’è chi colleziona farfalle, chi invece i ben famosi francobolli da mostrare alle potenziali conquiste…
        Devo dire che collezionare metodi di scrittura ancora non l’annoveravo negli hobby praticabili (lo chiamiamo hobby?), però capisco benissimo come possa essere stimolante e appassionante.
        Buon divertimento, quindi, e naturalmente: a presto!

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