E chi si Rassegna

DICEMBRE, SOLO COSE BELLE #9

E chi si rassegna

 

Sul mio profilo personale di Facebook ho un album fotografico pubblico in cui colleziono scritte sui muri.

Ce ne sono un po’ per tutti i gusti: mi piacciono perché sono sincere, dirette, oneste. Mica si nascondono dietro a tanti giri di parole, queste scritte.

Un’amica, per aiutarmi nella collezione, mi ha mandato questa foto scattata nelle scorse settimane a Genova. Io la guardo e immagino un ragazzo incazzato nero, gli stivali di gomma ancora ai piedi, puntare la bomboletta e tracciare queste cinque parole esatte.

La foto è entrata a pieno diritto nell’album, ovviamente.

Io la guardo ancora e penso a che senso darle per me: credo che fare un elenco delle cose a cui non mi rassegno ancora (e forse mai mi rassegnerò) potrebbe aiutarmi a darle un senso.

  • Non mi rassegno alla superficialità. Ho trovato una citazione da David Lynch che secondo me spiega bene questa mia cosa. Lynch dice così: Le idee sono simili a pesci, Se vuoi prendere un pesce piccolo puoi restare nell’acqua bassa. Se vuoi prendere un pesce grosso, devi scendere in acque profonde. Laggiù i pesci sono più forti, più puri. Sono enormi e astratti. Davvero stupendi. Più la tua coscienza è dilatata, più scendi in profondità verso questa sorgente e più grosso è il pesce che puoi pescare.
  • Non mi rassegno all’infelicità. Sì, lo so, sono contraddittoria: perché più volte ho detto che la mia frase preferita sulla felicità è una frase che la nega, quel Non possiamo avere la felicità, possiamo solo desiderarla tratto da Le tre sorelle, l’opera teatrale di Anton Čechov di cui ho scritto qui. Che volete farci, son così, io, poco coerente. A tal proposito, dirò anche che
  • Non mi rassegno alla coerenza. Che, come dice Oscar Wilde, è il rifugio ultimo delle persone prive di immaginazione.
  • Non mi rassegno alla pensione. Nel senso che mi sono stancata di sentire persone parlare di questa cosa, della pensione, di cui io tra l’altro mi occupo pure per lavoro, ma a cui non penso mai per me stessa. Intendo dire: possibile che a quarant’anni, ma anche a cinquanta, l’unica cosa che ti interessa veramente sia la pensione? Non ci credo, non mi rassegno a crederci. Con tutte le cose che devo, che dobbiamo ancora dire, fare, baciare…insomma, la pensione proprio no.
  • Non mi rassegno alla villania. La gentilezza, come la bellezza, non può mancare mai – neanche un momento della giornata può esserne scevro. Dimostrazione è che basta spargere a caso atti di gentilezza nel quotidiano che già questo è tutto tranne che quotidiano. E non è difficile: basta evitare bassezze, aridità e fretta. La gentilezza, ve lo dico in tutta sincerità, è rivoluzionaria.
  • Non mi rassegno alle dimenticanze. A meno che non abbiate una malattia neuro-degenerativa, una tipo l’Alzheimer, per intenderci, come è possibile che vi dimentichiate pezzi interi di vita, persone, case, oggetti, parole, emozioni? Non è umano, secondo me, perdere pezzi di se stessi così. Ci si dovrebbe ribellare alla dimenticanza, sempre.
  • Non mi rassegno ai rancori. Il rancore proprio no: ci ho convissuto in passato e ho capito che toglie solo, non dà niente. Quando lo sento arrivare, ripenso a una vecchia canzone di Francesco Guccini e la canto pure, per non rassegnarmi: Ognuno vive dentro ai suoi egoismi vestiti di sofismi, ognuno costruisce il suo sistema di piccoli rancori irrazionali, di cosmi personali, scordando che poi infine tutti avremo due metri di terreno.
  • Non mi rassegno alle rughe. Questo è un mio punto debole, ma uno potrò tenermelo, no? Per consolarmi, ogni tanto rileggo questo post.
  • Non mi rassegno a “fai una cosa per volta”. E all’ “abbiamo sempre fatto così”. E al “te lo avevo detto”. E al “non sei capace di farlo”.
  • Infine, non mi rassegno a “è troppo tardi”. Ma forse, se mi avete letta fino a qui, l’avevate già capito.

***

A dicembre, mi son detta, voglio pensare, parlare e scrivere solo di cose belle. Sono arrivata al nono giorno e finora ho sempre trovato qualcosa di bello a cui pensare e di cui parlare e scrivere. Ovviamente vado avanti.

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