Come arrivano le Idee

come arrivano le idee

 

Alterno periodi in cui non ho alcuna idea (neanche di cosa cucinare per cena) a periodi in cui non riesco a stare dietro a tutto, periodi in cui sono troppe le idee che mi arrivano tanto da far finta di non vederle arrivare.

Questo è un periodo fecondo e mi sento accerchiata. Ho deciso questa volta che, in previsione dei tempi di magra, non valga la pena schivarle; quindi le prendo, le accolgo e le segno tutte su un quaderno.

E mi chiedo: ma come arrivano le idee?

Ci sono dei momenti di calma, calma piatta, senza idee, senza possibilità di andare avanti o indietro.

Non è molto bello starci dentro, in questa situazione, sembra che non debba mai finire, sembra che sia colpa nostra se le idee non arrivano.

Quando si sta così, in questa situazione che non è niente, conviene staccare, fare dell’altro. Ci si deve allontanare perché appena ci si allontana un po’ la prospettiva cambia e l’idea arriva.

Una delle ultime volte che ho ascoltato Paolo Nori in uno dei suoi pubblici discorsi lui ha parlato proprio di idee. Nori è uno scrittore ma è anche un affabulatore e se vi capita di frequentare un suo corso, o di sentirlo parlare a una presentazione o a qualcosa del genere, fermatevi ad ascoltarlo attentamente: lui è pieno di idee.

Nori dice che per farsi venire addosso delle idee sia utile applicare una delle regole della boxe: usa meno forza.

Se ci metti meno forza, se carichi meno, nella boxe il colpo lo metti a segno meglio, perché lo concentri di più, lo finalizzi – e quindi in realtà di forza gliene stai mettendo tanta.

Non hai idee? Non metterci forza nel trovarle. Fai una passeggiata, cambia aria, vedi altro – vattene da dove sei.

L’idea arriverà.

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