Il Senso di Febbraio

Il senso di febbraio

Febbraio è il mese più corto dell’anno, il cuore dell’inverno che smette il suo silenzio e si riempie di allegria.

E’ il mese in cui sono nata e mi capita spesso durate l’anno di dire: quanto mi manca febbraio.

Poi, quando arriva, faccio di tutto per dimenticarmene e per buttarlo via. Come questo febbraio che è volato via per più di metà e io son qui a rimpiangerlo senza afferrarlo.

Oggi è il martedì grasso, è carnevale, ed è anche un po’ primavera, visto il sole che c’è. Passeggiando per il Quartiere Isola di Milano, dove lavoro, sono passata davanti alla Libreria Isola che in vetrina ha un lunghissimo cartellone giallo scritto a pennarello rosso e arancio.

Sono pensieri in rima, una filastrocca che riporto qui per vedere se riesco a recuperare un po’ di atmosfera e di tempo di questo febbraio in fuga.

Febbraio col suo gelo si è appena tolto il velo.

Ha mostrato il volto bigio, il suo cielo è così grigio.

Sono strade appiccicose le sue suole un po’ fangose,

è un vento di tempesta la sua fredda e bianca testa.

E’ un vecchiaccio altro e scarno, fa paura al sol guardarlo.

Col suo naso raffreddato, ci rincorre a perdifiato

per attaccarci malattie, batteruncoli e fobie.

Ci sarà una ragione se lo chiamiamo col suo nome.

Ascoltate con attenzione questa piccola rivelazione:

forse è un caso se ci gocciola il naso?

O se alzandoci dai letti ci sentiamo dei vecchietti?

Le ossa scricchiolano e fan male, ci vorrebbe l’ospedale;

la fronte brucia e scotta, la schiena è tutta rotta.

Non è magia, non è illusione:

c’è sempre una spiegazione,

il perfido vecchietto ci costringe tutti a letto.

Infatti si chiama febbraio,

che porta la febbre a tutto il pollaio.

Porta la febbre a vecchi e a bambini,

a mamma, a papà e anche ai pulcini.

Non piangete! Non disperate!

Di soluzioni ne abbiamo trovate,

da anni antichissimi c’è una tradizione

risale agli antichi questa invenzione :

per punire febbraio, il vecchio canuto,

si dice “salute!” ad ogni starnuto

ma non è la salute ad andarsene via,

è invece un addio alla malattia.

E per evitare febbraio febbrile

c’è un altro consiglio da seguire.

I nostri antenati, pensate che ingegno,

elaborarono un altro disegno:

fecero finta che tutto il mese

fosse occasione di grandi sorprese,

di grandi balli e feste danzanti per divertire tutti quanti.

Di chiacchiere lieti si chiacchierava

e c’era qualcuno che pur le mangiava.

E per sfuggire al vecchio furfante

mettevano maschere di colore sgargiante.

Quindi se un raffreddore non vuoi buscare

prendi stoffa da tagliare,

prendi colla e cartone…

…e scendi in strada col tuo mascherone.

 

Elena

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