Una Lunga Catena di Attimi

Una lunga catena di attimi

 

Per il 2015 mi sono imposta di fissare, ad ogni inizio mese, una serie di obiettivi da raggiungere nelle quattro settimane successive. Cose che riguardano la mia relazione con il mondo: io e mio figlio, io e il cibo, io e il mio lavoro, io e il mio corpo, io e i miei personaggi, io e le mie letture. A volte anche tutte queste cose senza l’io attaccato, ma perlopiù l’io ce lo tengo attaccato apposta perché alla fine faccio sempre fatica a farcelo stare, l’io, e mi lascio soverchiare dall’altro.

Adesso che è quasi finito l’anno (agosto, si sa, chiude un po’ tutto: un tempo erano i negozi, oggi sono i propositi) adesso, dicevo, potrei fare un bilancio di questa lunga catena di attimi.

A gennaio sono partita con grande entusiasmo. Venivo da un dicembre lungo lungo, un dicembre che non avevo potuto fare a meno di tenere sotto controllo scrivendo di ogni cosa capitata, di ogni persona conosciuta, di ogni minima lettura fatta. Gennaio partiva dopo una sbornia, dopo un giro di trottola che consentiva di prendere una nuova direzione. I propositi ne erano il riflesso fedele: andare al cinema almeno una volta a settimana, raccogliere una ventina di matti in giro (sono finiti in questo libro), programmare una vacanza sulla neve, programmare uno stile di vita più salutare, con attività sportiva e un sano regime alimentare, andare in biblioteca con Pietro tutti i venerdì pomeriggio. Gennaio era così carico di responsabilità che mi ha fregata subito, come spesso il tempo fa quando lo organizzo; Pietro ha avuto una broncopolmonite, cinque settimane tra fase acuta, risoluzione e convalescenza. Mi sono ritrovata a rimettere mano ai buoni propositi fin da subito.

E così ero già a febbraio e a febbraio la vacanza sulla neve è stata un successo e con Pietro ho iniziato, da febbraio, i nostri venerdì in biblioteca (potrei farne una rubrica, a pensarci ora). Ho messo tra i propositi l’obbligo di una lettura frivola a settimana: una rivista, a volte due, ed è stato utile se non altro per copiare i suggerimenti sulla programmazione dell’attività fisica e delle sane abitudini alimentari. Mi son messa ad alzarmi all’alba tutti i santi giorni, per scrivere. Più che scrivere a febbraio ho fatto un po’ di ricerca perché il mondo che sto costruendo con questa storia richiede un bel po’ di informazioni.

Poi, non so come, marzo mi ha travolta: sveglia all’alba, iperlavoro in ufficio, serate fuori. Mica male. Sono riuscita, da marzo, a superare il 50% dei giorni del mese in cui ho fatto almeno mezz’ora di attività fisica.

I miei propositi per il mese di aprile sono diventati perentori: cucina un piatto nuovo e gustoso a settimana, prendi gli integratori per non farti trovare spompa quando arriva il caldo, continua a farti almeno una serata fuori casa a settimana, leggi un paio di riviste al mese, crea le schede dei personaggi della tua storia che sennò ti perdi.

Quelli che avevo pensato per maggio, di propositi, erano ambiziosissimi: inizia a correre (e no, niente, questo lo teniamo per l’autunno), arriva al 60% dei giorni con almeno mezz’ora di attività sportiva, occupati dei tuoi capelli, del tuo viso, della tua pelle. E continua a scrivere. Ce l’ho fatta? Un po’ e un po’. In compenso ho avuto bellissimi momenti che non avevo programmato: occhi pieni di luce raccolta a mostre e musei, orecchie invase da parole positive trovate alle presentazioni di libri e agli incontri di scrittura a cui ho partecipato.

A giugno mi sono accorta che mi ero dedicata a tante cose ma non a questo mio blog, dove fino a poco tempo fa avevo messo gran parte di me, dei miei pensieri e delle mie aspirazioni. Mi son detta: ti tocca lavorarci, ripensarlo, capire cosa vuoi mettere ancora di te in questo posto. E mentre ho continuato a scrivere (niente più levatacce: ho spostato le ore di scrittura alla sera) e a occuparmi del mio corpo, mi son persa via con gli altri propositi e ancora con il blog.

Quindi per luglio mi son detta: il tuo unico obiettivo sarà stare bene.

Ho pensato, questo obiettivo, di buttarlo anche su agosto, ricordando comunque che diventa urgente riorganizzare quel che scrivo qui, su ToWriteDown, per me stessa e per chi come me sta facendo un percorso di evoluzione in cui la creatività (e la scrittura in particolare) svolge un ruolo fondamentale.

Ah: in tutti questi mesi ho letto, ho letto tanto. Ho tenuto anche un diario delle mie letture (ecco perché alla fine ho scritto poco qui, e tanto su quaderni a quadretti e a righe) e quindi so che oggi, 31 luglio, da inizio anno ho letto 40 volumi tra romanzi, raccolte di racconti e saggi. Effettivamente ho molto materiale su cui confrontarmi. Lo farò presto.

8 thoughts on “Una Lunga Catena di Attimi

  1. Io non te lo dico più… ho abolito la frase “dobbiamo vederci”: si fissa e ci si vede, punto, altrimenti va tutto a ramengo. In ogni caso dal 17 agosto sono a Milano disponibilissisimissima for you, senza impegni da lì al 3 ottobre, in settimana every evening! Bacione

    • Non è mai facile. La disciplina non è una caratteristica propria di un animo libero. Almeno non del mio. Per questo cerco di impormela, bene o male.

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