Cose Perse e Cose da Illuminare

PENSIERI SPARSI SOTTO UN CIELO BLU Cose perse

 

E’ il 20 di gennaio e c’è un cielo incredibile su Milano, un cielo che mi fa venire voglia di prendere i pensieri e sparpagliarli in giro, fuori da me.

Ne butto qui un paio che mi girano addosso da qualche giorno, pensieri di cose da rendere luminose e di cose perse. Continue reading

La Vita l’è Bela

La vita l'è bela

 

Avevo ventisette anni e da due facevo la pendolare tra la provincia di Piacenza, dove vivevo, e il centro di Milano, dove lavoravo.

Ogni mattina mi svegliavo un quarto alle sei, prendevo prima la macchina, una gloriosa Y verde bottiglia, e poi un regionale, caldo in estate, gelido in inverno, lercio sempre.

In auto, all’alba, mi capitava di dover rallentare per lasciare passare un cinghiale o una volpe: in treno non mi andava molto meglio, incrociavo volti di esseri poco umani e molto animaleschi.

Provate a prendere un regionale prima delle sette del mattino e capirete cosa intendo. Continue reading

Giovedì, 14 giugno 2001

Tamara de Lempicka Les deux Amies

 

I ricordi dei miei ultimi tredici anni stanno riemergendo in tutto il loro splendore e io sto vivendo una piccola rivoluzione: perché non erano esattamente andate così, certe cose, nei miei ricordi.

Più leggo cose scritte anni fa e più scopro di avere effettuato un bel po’ di revisionismo storico, non solo per i sentimenti, il detto e il non detto, gli eventi cruciali della mia vita, ma anche per cose persone e situazioni di secondo piano.

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E’ Solo Tuo

E' solo tuo

 

A gennaio Domitilla pubblica questo post sulla sua routine quotidiana in famiglia, un post che dovrebbe testimoniare a se stessa e agli altri che tipo di madre è.

Se lo domanda pure, nel titolo e in chiusura: sono una brava mamma?

Io non lo so se sei una brava mamma: certo è che anche io vorrei avere la tua sincerità, e non tanto nel dirle, ma nel farle, le cose per me.

Non è sull’essere una brava madre o meno ciò su cui sto riflettendo dall’alba di oggi, svegliata dal rumore battente della pioggia a cui, nonostante tutto, non sono ancora abituata: il tema al centro dei miei pensieri sono io, senza ruoli, io e il valore che do a me stessa.

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Hotel California

Hotel California

 

Ci sono canzoni che al primo ascolto ti restano dentro, come emozioni che si imparano, si classificano, si possono richiamare quando occorre.

Ogni volta che le ascolti, queste canzoni, finisci in un posto che riconosci, che ti appartiene.

Sanno riportarti indietro, queste canzoni, stapparti a quello che stai facendo pensando vedendo mangiando per avvolgerti in un’emozione. Forse quella che stavi provando al primo ascolto – forse quella che avresti voluto provare al primo ascolto.

Hotel California è una di queste canzoni. Continue reading

Il suo Teschio è una Bandiera che vuol dire Libertà

Capitan Harlock

Ho lasciato questo blog, il mio amato ToWriteDown, orfano per quasi una settimana: è la prima volta che capita e devo dire che la mancanza di scrittura e di contatto e di condivisione e di riflessione non mi ha lasciata indifferente.

Ho creato questo spazio con l’intenzione iniziale di fare ordine tra gli appunti, gli scritti, le mille ispirazioni che avevo accumulato: e mille e più ispirazioni, pizzini, taccuini e ritagli, si sono raccolti in questi ultimi tempi, tanto da restare un po’ invischiata in una sorta di sovraccarico informativo da cui ho dovuto prendere le distanze.

In questi giorni poi ho ritrovato il mio primo fidanzato: si chiama Capitan Harlock, vive sulla nave spaziale Arcadia e di professione fa il pirata. E sì, colpa sua: mi ha un po’ distratta dal riordino di idee e di appunti, mi ha tuffata ancora più indietro nel tempo rispetto all’esperienza del film di Salvatores e mi ha ricordato cosa ho sempre cercato in un uomo. Continue reading

Absolute Beginners

Altalena fai da te con le corde

Quelli che mia madre chiamava i baracconi si piazzavano ogni fine maggio sul piazzale della chiesa, quello della pesa, a distanza di un campo incolto da casa nostra.

Stavano un paio di settimane, talvolta tre, per la festa mariana del paese. Per tutto quel tempo, pomeriggi e serate erano scanditi da risate, gridolini, voci al microfono e canzoni sovrapposte.

A quindici anni era un’occasione da non perdere: non tanto per le emozioni da luna park, piuttosto perché stavo crescendo ed ero affascinata dall’effetto che la cosa stava avendo sugli altri. Continue reading

A Te che te ne vuoi Andare

Italiani che emigrano dopo le elezioni politiche 

In mattinata ho litigato (discusso mi sembra troppo poco) con tre persone.

E non per i risultati delle elezioni, ché sono sempre del parere di Voltaire (sì, anche se con gran fatica a volte): secondo me, in una democrazia, ognuno resta libero di votare per chi crede (e libero di continuare a prendere le stesse cantonate per vent’anni).

Quello che mi disturba, e tanto, è questa cosa del io parto, me ne vado,  del non voglio fare crescere i miei figli in questo Paese e del facciano quello che vogliono, io vado all’estero.

Ecco, io non credo che tutti coloro che hanno deciso di espatriare e di vivere all’estero lo abbiano fatto in segno di resa, ma chi lo progetta ora, nell’attuale contesto, mi fa immensamente incazzare.

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