Trovare il Tracciato originale

COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: ALLENAMENTI #47

Trovare il tracciato originale

 

In questo lunedì, come sempre dedicato a La via dell’artista, propongo un esercizio che scava nell’infanzia, per rintracciare e decifrare i più antichi condizionamenti che possono giocare un ruolo nel bloccare l’artista che è in noi.

Molti blocchi, molte perdite, sono legate a condizionamenti che risalgono all’infanzia: forse da bambini ci è stato detto che non sapevamo fare niente o che si doveva fare tutto per bene con disinteresse. Si tratta, in entrambi i casi, di messaggi che bloccano uno sviluppo artistico.

Questo esercizio è un prezioso strumento per capire se abbiamo subito condizionamenti di questo tipo, per riconoscerli e guardarli in faccia: l’esercizio si compone di una serie di riflessioni che portano a raccontare la nostra infanzia, ricordo su ricordo.

La raccomandazione, se intendete trovare il tracciato originale, è solo una: sviluppate tutti i punti, anche quelli che non vi sembrano inerenti alla vostra storia personale, facendo emergere qualsiasi sensazione provata. Continue reading

#tramando

COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: ALLENAMENTI #46

TRAMANDO

Tra gli esercizi che Julia Cameron propone ne La via dell’artista ho trovato molto interessante e utile quello delle tre parole: da quell’esercizio, a inizio anno, ho anche trovato lo spunto per una storia di cui mi sto occupando, a spezzoni, oramai da mesi.

E ho trovato tante persone, bellissime persone, che hanno scritto racconti ispirati alle tre parole e che mi hanno accompagnato in questo percorso creativo.

Le tre parole sono tre indizi da cui partire, tre cardini attorno ai quali fare girare una storia o un personaggio. E’ proprio attorno a questa idea che si basa anche il concorso Tramando di Chiara Beretta Mazzotta proposto in questa fine anno nel suo blog BookBlister.

Tramando è un vero e proprio torneo letterario per esordienti e dedicato alle short story. Ecco come partecipare. Continue reading

Ogni Maledetto Giorno

COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: ALLENAMENTI #45

Ogni maledetto giorno

Scrive Julia Cameron nell’ottavo capitolo del suo manuale La via dell’artista:

Le persone creativamente bloccate pensano spesso che tutta la loro vita debba cambiare in un solo colpo, e questa forma di megalomania è, molto spesso, un modo per ostacolare i progetti: alzando troppo il livello dell’ostacolo da saltare e il prezzo da pagare, l’artista si sente sconfitto in partenza.

(…) Gli individui creativi hanno una certa tendenza a comportarsi un po’ troppo sopra le righe: quando tuttavia ciò significa enfatizzare soltanto gli aspetti negativi di una situazione, allora quella tendenza è un modo per tenersi lontani dalla creatività.

Julia propone un piccolo antidoto a questa situazione, quello che lei chiama compilare il modulo. Continue reading

Sta Tutto nella Cornice

COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: ALLENAMENTI #44

sta tutto nella cornice

Attraverso un momento particolare. L’ennesimo? Sì, l’ennesimo. Questa volta riguarda la mia vita professionale e ne sono un po’ stupita.

Stupita perché mi piace molto il mio lavoro, mi piace farlo bene, mi piace l’ambiente, i colleghi, la quotidianità. Eppure da qualche settimana, dalla fine dell’estate, sento che è il momento giusto per cambiare tutto questo, per cambiare scenario, travolgere il solito. E in questa occasione mi sono tornate addosso alcune frasi lette tra le pagine de’ La via dell’artista, il percorso artistico di Julia Cameron di cui da diverso tempo parlo in questo blog.

In particolare, questa frase: se vuoi prendere la palla, devi volerla prendere davvero. Continue reading

Rigori e Delusioni

COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: ALLENAMENTI #43

Rigori e delusioni

Si dice spesso che chi non ha il coraggio di mettere alla prova i propri talenti resta comunque in zona, non si allontana, si pone in posizioni tali da restare nei pressi: spesso si installa in un mondo parallelo e rialzato, come quello dell’insegnamento.

Nel suo libro, Julia Cameron, cita in diversi punti esempi di persone che hanno preferito diventare insegnanti dell’arte che avrebbero saputo e desiderato comunque esercitare: nell’ottavo capitolo fa poi una lunga incursione nel mondo dei corsi di scrittura creativa.

E poiché dalla scorsa settimana ne frequento uno, oggi voglio approfondire la cosa qui, per l’allenamento nel lunedì.

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Nel Presente

COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: ALLENAMENTI #41

Nel presente

Vi devo svelare un piccolo segreto su di me: odio essere considerata una principiante, in qualunque campo.

Se so in anticipo che dovrò affrontare un argomento o fare un’attività nuova, mi alleno di nascosto, o leggo tutto lo scibile sull’argomento, in modo da arrivare non solo preparata ma anche con una minima esperienza che mi consenta di fare un paio di critiche sensate.

Ma essere un principiante è in realtà una esperienza naturale: non solo, una esperienza energizzante che consente di crescere e di lasciarsi andare, di lasciare spazio alla creatività. Che, io me lo dimentico spesso ed è un male, appartiene ai bambini.

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Invidioso a chi?

COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: ALLENAMENTI #39

Amore e Psiche Canova

Sono arrivata al quarto passaggio da attraversare per migliorare la propria capacità di essere ricettivi: il primo è stato porsi in ascolto, il secondo evitare i perfezionismi, il terzo imparare a correre rischi.

E ora il quarto, accettare l’invidia e imparare a farne buon uso.

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Educazione al Rischio

COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: ALLENAMENTI #38

Egon Schiele Donna inginocchiata con vestito rosso 1911

Terzo step per migliorare la propria capacità di essere ricettivi: dopo avere imparato a porsi in ascolto e ad evitare i perfezionismi, è giunto in momento di imparare a correre rischi.

Comincio con una frase che viene attribuita ad Agnes de Mille, ballerina e coreografa newyorchese degli anni del dopoguerra (e oltre):

Vivere significa non essere sicuri, non sapere che cosa viene dopo e come. Nel momento in cui si sa come fare, si comincia a morire un poco. L’artista non sa mai completamente, tira ad indovinare, può sbagliare, ma continua a fare un salto dopo l’altro, nel buio. Continue reading