Lasciami sul Confine

SCRITTE SULL’ASFALTO

Lasciami sul confine

 

Ogni venerdì pomeriggio, mentre aspetto, guardo fuori da questa finestra. Si affaccia su una strada piena di auto parcheggiate, su un palazzo che è tutto tranne che bello.

Da qualche tempo è apparsa questa scritta, lì sull’asfalto, sotto a una finestra del palazzo non bello. Non so chi sia lei, so però che è molto amata.

E io venerdì, mentre aspettavo, ho pensato i suoi pensieri: mi sono messa dall’altra parte, alla sua finestra, in una notte illuminata da un lampione a neon, e ho guardato giù, con lo sguardo della prima volta che vedi qualcosa di bello, che vedi l’amore.

Non possono che essere pensieri di gratitudine, questi pensieri. Continue reading

Respirare Parole, un’Antologia

TRA I DODICI, ANCHE IL MIO RACCONTO “FERMATA TRE TORRI”

Respirare parole, un'antologia

 

Questo librino che qui ho fotografato nel mio cassetto contiene un mio racconto che dal cassetto voleva uscire.

Si è liberato, il racconto, ed è finito con altri in questa antologia, Respirare Parole, creata per raccontare la Milano del 2020 in dodici racconti.

Fermata Tre Torri è il titolo della mia storia, quella che racconta la mia Milano traslata nel post Expo 2015.

E’ la storia di un breve viaggio in tassì, un tragitto di qualche centinaia di metri, da Stazione Centrale al Cimitero Monumentale, per raccontare i pensieri di una donna che ritorna alla se stessa che voleva dimenticare. Continue reading

Divisa in Due da Sempre

LETTERA APERTA SU CARTARESISTENTE

Frida Kahlo e la mia lettera aperta

 

Nei giorni scorsi, dopo due settimane molto difficili (e l’assenza di articoli qui su TWD è sintomatica), ho scritto una lettera aperta al mio cuore.

La trovate oggi pubblicata su Cartaresistente: eccola qui.

Lettera aperta” è un progetto che CRT ha in corso dalla primavera scorsa: la mia lettera, la lettera W, credo sia fra le ultime che verranno pubblicate. Si sa, sono lentissima, io.

Di lettere aperte, dicono a CRT, è pieno il mondo: è un modo per scrivere a qualcuno o qualcosa che non si riuscirebbe a raggiungere altrimenti, ed è anche un modo per liberarsi di un peso interiore che è lì da tempo.

La scrivi per te stesso ma sai che la leggerà un pubblico che nemmeno conosci e questo da una parte gratifica, dall’altra spoglia l’anima.

Quando ho accettato di scrivere una lettera aperta non sapevo ancora cosa avrei scritto né tantomeno a chi o a cosa: alla fine si è trattato di un piccolo atto per esorcizzare una paura recente e, soprattutto, riconoscere un mio percorso che potrebbe essere di autoguarigione, a crederci. E io ci credo.

Ho scelto di scrivere una lettera estremamente personale, è vero. Spero comunque che sia possibile per molti ritrovare qualcosa di sé, tra queste 623 parole che si possono sintetizzare in 5: divisa in due da sempre.

Buona lettura.

Lettera aperta a quella cosa che tengo alla mia sinistra di Grazia Lodigiani

***Metodi di Scrittura*** Kurt Vonnegut

Kurt Vonnegut 

E io mi domandai rispetto al presente,
quanto vasto fosse, quanto profondo fosse,
quanto fosse mio.

 

Nel 1999 Kurt Vonnegut ha regalato a chi vuole scrivere le sue otto regole: le ha infilate nella presentazione di una raccolta di suoi racconti,  Bagombo Snuff Box, che non è mai stata tradotta in italia. Ho trovato un video in cui le otto regole sono elencate: qui sotto ho cercato di tradurle, mentre altrove ho cercato di applicarle. Le regole si riferiscono alla creazione di un racconto breve: che ne pensate?  Continue reading

Del Creare Mondi

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Qui dove sono in vacanza sono attorniata da persone che sembrano molto interessate agli affari degli altri.

Non è una novità, lo so. Chiunque in questo momento condivida lo stesso metro di sabbia con estranei, si sieda al ristorante spalla contro spalla con altre famiglie, stia in fila in gelateria con coppie di amiche ciancianti, può di certo capirmi.

Alla gente interessa sapere quanto guadagnano e come usano i soldi le persone attorno a loro.

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***Metodi di Scrittura***Marguerite Duras

Marguerite Duras

Ho scoperto una soluzione creativa infallibile: la solitudine.

Che poi mica sono la prima a scoprirlo: lo hanno sperimentato in tanti, in tante.

Marguerite Duras in uno dei cinque saggi contenuti in Scrivere parla della solitudine come di un vero e proprio metodo di scrittura: e io ho imparato ad accettare anche questo aspetto così difficile della mia vita. Continue reading

***Metodi di Scrittura*** John Steinbeck

La valle dell'eden
 
Ho amato di John Steinbeck La valle dell’Eden, a cui sono arrivato dopo la visione del film, dopo l’innamoramento (che non so ora ma un tempo era un passaggio obbligato per le adolescenti) per quel gran bel ragazzo che è stato James Dean.
 
Ho amato anche Furore, ma meno: certo potrei rileggerlo, alla luce degli anni e dei fatti trascorsi.
 
Ho trovato del buon Steinbeck qualche consiglio di scrittura: e qui sintetizzo ciò che a mio parere si può copiare, in qualche modo. Continue reading

Raccontare la Città secondo Gianni Biondillo

UN INCONTRO FORTUNATO GRAZIE A RESPIRARE PAROLE

Gianni Biondillo

A fine novembre (sì, ben quattro mesi fa, una vita fa) ho partecipato ad alcuni incontri organizzati dal Comune di Milano e da Letteratura Rinnovabile per il ciclo Respirare Parole.

Uno di questi era un laboratorio di scrittura tenuto da Gianni Biondillo e dedicato al tema raccontare la città. Vi racconto come è andata.

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Haiku. Per me e per te.

MICA BISOGNA ESSERE GRANDI PER FARE POESIA

Vivian Maier_May1955_New York

 

Gli haiku sono piccoli componimenti poetici formati di diciassette sillabe: cinque nel primo e nell’ultimo verso, sette in quello di mezzo.

Fanno parte della tradizione letteraria giapponese, anzi ne rappresentano una parte molto importante: sono, in tal senso, l’essenza più profonda della cultura nipponica. Testimoniano, con le loro diciassette sillabe ogni volta diverse, l’inadeguatezza del linguaggio nella definizione della realtà e della verità.

C’è un un progetto in rete che ha un nome poetico: Haiku seduti sotto la luna.

Coinvolgono persone di tutte le età nella realizzazione di haiku. Poiché gli haiku si prestano ad essere creati anche da chi non sa scrivere, io ho coinvolto Pietro che per Haiku seduti sotto la luna ha composto la sua prima poesia: è l’haiku numero 287. Continue reading