E’ finito Giugno

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Le cose che sono successe questa primavera sono state quasi tutte belle, mi verrebbe da scrivere, eppure non le ho scritte, non ho scritto per nulla qui e ora me ne rammarico.

Però ho scritto un sacco su quaderni a righe e a quadretti: e mi piacerebbe poterli in qualche modo trasferirli qui, quei pensieri che ho scritto là, e presto, in qualche modo, lo farò.

E così, con oggi, avrò un giugno di meno. Ma, spero, ancora tanti quadrifogli da cogliere.

A presto, quindi, tipo a domani.

Bigliettini per Aspiranti Scrittori

DICEMBRE, SOLO COSE BELLE #2

Bigliettini per aspiranti scrittori

Ad aprile, in uno di queli luoghi di Milano che sono il cuore della città, della città che piace a me, in Scighera, in Bovisa.

Con persone che avevo conosciuto da poco eppure avevo già capito che ci avrei fatto insieme un bel pezzo di vita.

Persone che, per fortuna, sono ancora con me, e so che ci resteranno ancora per tanto tempo. Nonostante me. Continue reading

Questa non è una Recensione

Questa non è una recensione

Dopo quasi due anni di esperienza con ToWriteDown posso finalmente scriverlo: questo non è un blog dove trovare recensioni di libri, intese in modo tradizionale.

Io non so recensire un libro: riesco a scrivere solo di quelli che ho amato, che mi hanno dato piacere, che mi hanno permesso di trascorrere ore se non giorni in compagnia di vicende e di personaggi amici. E anche se fossi capace di scrivere di libri che non ho gradito, non sarei comunque in grado di definire bene un genere, descrivere lo stile dell’autore, catalogarlo, inserirlo in un filone, analizzarlo come precursore o come seguace di questo e di quello, fare delle associazioni con opere e correnti del passato.

Resta il fatto che mi piace parlare di storie, di personaggi, di vite narrate, di  scrittura e di scrittori. E che pertanto continuerò a farlo, chiedendomi, di tanto in tanto: come si scrive una buona recensione? Continue reading

Sotto le Granate

QUALCOSA DI TVRTKO KULENOVIC

Sotto le granate

Tvrtko Kulenović è uno scrittore bosniaco.

Ho trovato finora molto poco di lui: due racconti, uno tradotto in italiano, uno in francese.

Ma prima ancora questo stralcio dall’opera dedicata alla moglie, Lidija, che mi ha portata a cercare di conoscere la sua scrittura, oltre che la sua storia.

Trascrivo qui il brano, per me ma soprattutto per diffonderlo, in attesa che vengano tradotti e pubblicati in Italia i suoi scritti. Cosa ne pensate?

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In Contatto con i propri Sogni

COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: ALLENAMENTI #36

In contatto con i propri sogni

Il settimo capitolo de La via dell’artista è un piccolo scrigno prezioso: contiene quattro riflessioni molto forti attorno al recupero del contatto, a come coltivare gli atteggiamenti più adatti alla creatività e a come valorizzare le proprie capacità ricettive.

Una serie di esercizi molto personali per arrivare a creare una connessione diretta con i propri sogni.

L’imparare ad essere ricettivi passa attraverso quattro azioni:

  • coltivare la propria abilità di porsi in ascolto
  • evitare i perfezionismi
  • correre rischi
  • imparare anche da un sentimento difficile quale l’invidia

In questo bel lunedì di quella che chiamano estate settembrina (invenzione televisiva, senz’altro), mi soffermo sulla prima di queste azioni, quella dell’ascoltare. Continue reading

***Metodi di Scrittura*** Ian Fleming

 appunti

Quanto scrivo?

Poco, pochissimo.

Sono persa nella mia vita, sono poco suicidale, sono a caccia di un nuovo quaderno, di un nuovo non luogo dove rifugiarmi e portare con me tutte queste situazioni, tutti questi personaggi che oramai mi perseguitano.

Intanto cerco di copiare da chi è (o è stato) uno scrittore prolifico. Ian Fleming, ad esempio. Continue reading

Lussi Personali

COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: ALLENAMENTI #27

Lusso Personale

Come artisti è necessario essere insoddisfatti!
Non si tratta di avidità, ma di appetito.

Con Julia Cameron e il suo manuale La via dell’artista si incappa spesso in frasi come questa, riportate da conversazioni o da scritti di artisti che sento nominare per la prima volta: belle scoperte, che è proficuo approfondire. Questa ad esempio è di un pittore astratto di San Francisco, Lawrence Calcagno.

Mi piace molto: mi ricorda come il mio essere eternamente insoddisfatta può essere un valore, una di quelle cose che ad un colloquio puoi mettere tra i difetti perché ha un bel risvolto positivo.

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Parlami, dimmi qualcosa (Manlio Cancogni)

RIFLESSIONI SULL’AMORE CONIUGALE

Review Libro Parlami, dimmi qualcosa di Manlio Cancogni

Un paio di mesi fa ho ho scritto e pubblicato un racconto, Dove vivi tu, ispirato all’esercizio delle tre parole, quelle da associare liberamente: niente più di un gioco, di quelli che aiutano a liberare le idee e, talvolta, i personaggi.

Ecco, i personaggi: il mio gioco me ne ha fatti incontrare due interessanti, Piero ed Elsa, anziani coniugi che vivono in un appartamento, sito in viale Monza, con due ingressi che li separa e un giardino interno che li unisce.

Piero ed Elsa sono la versione anziana e disillusa di Luca ed Alba, due personaggi che mi trascino dietro da una quindicina di anni con affetto ed ostinazione: loro, che vivono in una casa di campagna isolata, con un unico ingresso e con un giardino esterno, sono il mio esperimento di scrittura attorno ad uno dei temi che maggiormente mi interessa, quello dei rapporti coniugali.

E sono anche la mia personalissima versione di Manlio (perché è lui, no? l’alter ego dello scrittore), voce narrante del romanzo, e di Sara, la moglie incomprensibile ed incompresa, del bellissimo Parlami, dimmi qualcosa.

Questo romanzo l’ho conosciuto dopo avere scritto Dove vivi tu: e per avermelo segnalato, ringrazio di cuore Sara Durantini.

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Il suo Teschio è una Bandiera che vuol dire Libertà

Capitan Harlock

Ho lasciato questo blog, il mio amato ToWriteDown, orfano per quasi una settimana: è la prima volta che capita e devo dire che la mancanza di scrittura e di contatto e di condivisione e di riflessione non mi ha lasciata indifferente.

Ho creato questo spazio con l’intenzione iniziale di fare ordine tra gli appunti, gli scritti, le mille ispirazioni che avevo accumulato: e mille e più ispirazioni, pizzini, taccuini e ritagli, si sono raccolti in questi ultimi tempi, tanto da restare un po’ invischiata in una sorta di sovraccarico informativo da cui ho dovuto prendere le distanze.

In questi giorni poi ho ritrovato il mio primo fidanzato: si chiama Capitan Harlock, vive sulla nave spaziale Arcadia e di professione fa il pirata. E sì, colpa sua: mi ha un po’ distratta dal riordino di idee e di appunti, mi ha tuffata ancora più indietro nel tempo rispetto all’esperienza del film di Salvatores e mi ha ricordato cosa ho sempre cercato in un uomo. Continue reading