Blocchi che saltano

COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: ALLENAMENTI #53

Blocchi che saltano

L’esercizio diviso in due fasi, che ho proposto a dicembre (la prima parte, quella dedicata alla ricerca dell’obiettivo, a mai smettere di sognare) e a gennaio (la seconda parte, che ho titolato date un nome al sogno), conduce diritti al punto: quando si è agli stadi iniziali di un progetto è fondamentale eliminare ogni forma di resistenza o di risentimento.

E’ bene indagare non solo in superficie, ma anche in profondità per eliminare qualsiasi barriera sotterranea: visto che l’artista è un bambino, tocca alla parte adulta verificare che la situazione sia senza vincoli e priva di ostacoli, convincendo così il bambino che può iniziare a giocare, che è al sicuro.

Far saltare i blocchi è un processo di domande/risposta che Julia Cameron suggerisce di attuare non solo all’inizio di ogni nuovo progetto, ma anche in quei momenti in cui il lavoro rallenta o si arena.

Ecco a cosa trovare risposta per rimuovere gli ostacoli (e le mie risposte, faticosamente raccolte in questi ultimi mesi).

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Un Libro Illustrato è una Cosa Seria

PER I BAMBINI SOLO STORIE DI QUALITÀ

Tippete legge

Mi capita spesso di dire che cerco per mio figlio libri di qualità. No, non solo per lui: anche per me, per noi.

Su questo blog ho scritto in diverse occasioni di libri per l’infanzia con illustrazioni di qualità.

Ecco cosa intendo. Continue reading

Trovare il Tracciato originale

COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: ALLENAMENTI #47

Trovare il tracciato originale

 

In questo lunedì, come sempre dedicato a La via dell’artista, propongo un esercizio che scava nell’infanzia, per rintracciare e decifrare i più antichi condizionamenti che possono giocare un ruolo nel bloccare l’artista che è in noi.

Molti blocchi, molte perdite, sono legate a condizionamenti che risalgono all’infanzia: forse da bambini ci è stato detto che non sapevamo fare niente o che si doveva fare tutto per bene con disinteresse. Si tratta, in entrambi i casi, di messaggi che bloccano uno sviluppo artistico.

Questo esercizio è un prezioso strumento per capire se abbiamo subito condizionamenti di questo tipo, per riconoscerli e guardarli in faccia: l’esercizio si compone di una serie di riflessioni che portano a raccontare la nostra infanzia, ricordo su ricordo.

La raccomandazione, se intendete trovare il tracciato originale, è solo una: sviluppate tutti i punti, anche quelli che non vi sembrano inerenti alla vostra storia personale, facendo emergere qualsiasi sensazione provata. Continue reading

Lettori si Diventa

UN’INIZIATIVA SALANI PER PICCOLI LETTORI

Lettori si diventa

 

Roald Dahl, l’autore de’ La fabbrica di cioccolato, aveva un chiodo fisso:

Se riesci a fare innamorare i bambini di un libro, o due, o tre, cominceranno a pensare che leggere è un divertimento. Così, forse, da grandi diventeranno dei lettori. E leggere è uno dei piaceri e uno degli strumenti più grandi della nostra vita.

Come non essere pienamente d’accordo? Come non condividere, da genitore, da educatore, da adulto, questo chiodo fisso?

Peccato che condividere non sia sinonimo di agire, non sempre comunque. Fortuna allora che ogni tanto ci sia un gancio in mezzo al cielo che ci porta in questa direzione: come Lettori si diventa, l’iniziativa lanciata in questi giorni da Salani Editore, un’iniziativa fatta apposta per appassionare i bambini alla lettura. Continue reading

Il Nuotatore di Paolo Cognetti e Mara Cerri

AFFRONTARE LE PAURE

Il nuotatore di Paolo Cognetti e Mara Cerri

 

Se vivessi molti secoli fa inventerei un proverbio che dice così:
non c’è modo migliore di essere amici che fare insieme una cosa bella.

(Paolo Cognetti)

Io ho paura. Di diverse cose. E anche mio figlio ha paura.

La paura, del resto, serve a sopravvivere (lo dicono anche I Croods). Sono convinta che se si diventa bravi nel contenerla, nel darle il giusto spazio (sempre più piccolo tanto più noi diventiamo grandi), si riuscirà a fare in modo che, oltre a sopravvivere, si possa anche vivere.

Questa estate un bellissimo illustrato, edito da orecchio acerbo, ci ha tenuto compagnia e ci ha insegnato ad affrontare le paure: un po’ a me, un po’ a Pietro, che mi ha seguita anche in questa storia un po’ troppo adulta per lui, quattrenne.

Grazie a Paolo Cognetti e a Mara Cerri, un ragazzino ci ha guidato fuori dallo stagno delle nostre paure. Continue reading

Contro i Cattivi Funziona

Recensione Contro i cattivi funziona Massimo Canuti Instar Libri

 

Tra le cose di questi ultimi mesi ho messo un incontro con Anna. In quella occasione lei mi aveva lasciato un libro, il romanzo d’esordio di Massimo Canuti, con una dedica: non sarò Stephen King ma spero che ti piaccia.

– Ricordi a novembre il convegno sulla letteratura digitale per l’infanzia? – mi ha spiegato Anna. – E ricordi che cosa avevi chiesto a Massimo?

Certo che lo ricordo: io e Massimo abbiamo in comune la passione per le storie di King, quelle che raccontano di ragazzini e di adolescenti. E nel suo romanzo di esordio, Contro i cattivi funziona, Massimo parla del mondo dei ragazzini delle scuole medie milanesi: una piccola e preziosa storia di amicizia, solidarietà, diversità, ma anche di bullismo e di famiglie in difficoltà.

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Capire le Donne (fin da Piccole)

Capire le donne anche piccole

 

Due mesi fa guardavo Pietro e Laura al lavoro insieme attorno a questi fogli ad effetto lavagna. Le cose andavano molto semplicemente così: lei scriveva, lui cancellava.

Una catena di (s)montaggio pressoché perfetta, piccoli movimenti simbolo di molte relazioni uomo donna che vedo ripetersi nel tempo: forse tutto comincia già verso i tre, quattro anni, basta guardarli giocare insieme per intravedere il germoglio di quel che sarà.

Come mi ha detto il padre di Laura, se avessi avuto da ragazzo una bambina di quattro anni avrei avuto un grande successo con le donne, le avrei capite. Continue reading

Quante Storie!

Quante storie

 

Un tranquillo pomeriggio domenicale, io e mio figlio, una pletora di dinosauri, una cucina Ikea allestita a Grand Hotel con aragoste in casseruola, una scatola piena di macchinine e mezzi di trasporto, una borsa del dottore, due spade.

Ovvero: come inventare storie insieme ad un bambino.

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E poi non sei più l’Unica

Io e Pietro

 

Che tu ti eri innamorato io non lo avevo capito.

Colpa tua che non mi raconti mai fino in fondo la tua giornata: che mi saluti al mattino da quella finestra, facendo la formichina innamorata che cammina sul vetro seguendo le mia mano dall’altra parte, che mi lanci baci con la mano già appiccicosa di qualcosa (come fai a sporcarti così, sempre e comunque, resta per me un mistero), che mi guardi fino a che non scompaio dalla visuale.

Cosa fai dopo? Quando ci rivediamo, alla sera, mi parli di dinosauri, di macchinine, di disegni di mostri, di poesie e di canzoncine. E snoccioli i nomi di tuoi amici, tutti maschili, nome e cognome, così, per non creare equivoci.

E quindi come facevo a scoprirlo da sola, che ti eri innamorato? Continue reading