Parole Cancellate

Parole cancellate

 

Si possono cancellare le parole?

C’è chi prova a farlo: se non quelle pronunciate o ascoltate, almeno quelle scritte, quelle che possono essere annerite con un tratto di penna, per non essere più lette.

Qualcuno mi regali una penna di queste, con la punta grossa, nero pece, per coprire per bene tutte le parole nate in un momento di rabbia o di esaltazione, ché la troppa gioia e il troppo dolore fanno sempre dire, ascoltare, scrivere e leggere parole da cancellare. Continue reading

Libri di Scuola

Libri di scuola

Era uscito un timido sole oggi, perlomeno nello spicchio di strada che vedo dalla mia finestra milanese.

Sono raffreddata e un po’ influenzata, come s’addice alla stagione. Ma oggi c’era questo timido sole che occhieggiava e che mi diceva goditi questo autunno, lo sai, sì che lo sai, quanto può essere bello.

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Treni e Lotterie

COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: ALLENAMENTI #23

Mongolfiera dal Libro Casa di Giulia Orecchia e Giusi Quarenghi

Ho giorni un po’ bui, attorno, e anche i miei AllenaMenti ne soffrono.

Volevo ricordare a me stessa, e a chi si arena ogni tanto nella vita come sulla via dell’artista, che per prendere il treno e per vincere la lotteria ci sono sempre pochi indispensabili passaggi da fare.

Il resto, è vero, lo fa la vita: ma senza questi passaggi, la vita può davvero poco. Continue reading

Quartine

POESIE PER LA NEBBIA

Edward Hopper Room in New York 1932

 

Sarà che ho avuto due giorni difficili, sarà che la nebbia al mattino mi permette di svegliarmi solo a mezzodì (in senso metaforico, s’intende), ma mi è presa una gran voglia di poesia per chiudere quaratott’ore grigie.

Domani è venerdì, magari la poesia dura tutto il weekend. Vai a sapere.

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Sai

Ce li avete ancora i vostri diari di scuola? Quelli pieni di biglietti del tram e del cinema, degli ingressi ai parchi e ai musei, di tovaglioli di carta dei bar e di foglie autunnali oramai sbriciolate.

Pieni di firme (perché si facevano firmare? Come le borse e gli zaini, perché?), di annotazioni, di stralci di conversazione, pensieri che assomigliano a poesie.

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Love at First Sight

INNAMORARSI

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

Questi sono i versi che chiudono Amore a prima vista della poetessa polacca Wislawa Szymborska, premio Nobel per la letteratura nel 1996, scomparsa purtroppo pochi mesi fa.

Una poesia intensa, di quelle che fanno pensare ai propri valori, alle speranze, alla vita, alla luce nuova che potremmo darle o negarle, a seconda dei casi.

Ad esempio: vi siete mai soffermati sul ricordo della prima volta che vi siete innamorati? Intendo la prima, primissima volta, quando eravate poco più che bebè.

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