Pietro e il Signor Perorini

DICEMBRE, SOLO COSE BELLE #11

Pietro e il signor Perorini

 

Pietro ha da qualche mese un amico immaginario. Lui lo chiama il signor Perorini.

Il signor Perorini oramai lo conoscono un po’ tutti: anche i cugini non lo chiamano più Pietro, ma signor Perorini. E anche i suoi nonni.

Questo amico immaginario arriva compiendo una sorta di impossessamento: se ne va Pietro e appare magicamente lui, solitamente con una trasformazione degli abiti (la maglietta messa al contrario o la parte davanti tenuta sulla testa, o ribaltata dietro, tipo zainetto). Per scacciarlo, fortunatamente non occorre un esorcismo, basta richiamare indietro Pietro – e Pietro si sistema i vestiti e torna ad essere se stesso.

Ci ho messo un bel po’ a capire chi è questo signor Perorini. Questa che segue, quindi, è una sorta di confessione di una mamma approssimativa che si approssima sempre meglio. A dicembre arrivano anche le confessioni. Continue reading

***Metodi di Scrittura*** Kurt Vonnegut

Kurt Vonnegut 

E io mi domandai rispetto al presente,
quanto vasto fosse, quanto profondo fosse,
quanto fosse mio.

 

Nel 1999 Kurt Vonnegut ha regalato a chi vuole scrivere le sue otto regole: le ha infilate nella presentazione di una raccolta di suoi racconti,  Bagombo Snuff Box, che non è mai stata tradotta in italia. Ho trovato un video in cui le otto regole sono elencate: qui sotto ho cercato di tradurle, mentre altrove ho cercato di applicarle. Le regole si riferiscono alla creazione di un racconto breve: che ne pensate?  Continue reading

Del Creare Mondi

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Qui dove sono in vacanza sono attorniata da persone che sembrano molto interessate agli affari degli altri.

Non è una novità, lo so. Chiunque in questo momento condivida lo stesso metro di sabbia con estranei, si sieda al ristorante spalla contro spalla con altre famiglie, stia in fila in gelateria con coppie di amiche ciancianti, può di certo capirmi.

Alla gente interessa sapere quanto guadagnano e come usano i soldi le persone attorno a loro.

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Quante Storie!

Quante storie

 

Un tranquillo pomeriggio domenicale, io e mio figlio, una pletora di dinosauri, una cucina Ikea allestita a Grand Hotel con aragoste in casseruola, una scatola piena di macchinine e mezzi di trasporto, una borsa del dottore, due spade.

Ovvero: come inventare storie insieme ad un bambino.

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La Città e il Drago di Gek Tessaro

DEI DIVERSI MODI DI LEGGERE UN LIBRO ILLUSTRATO

La città e il drago Gek Tessaro Recensione libro illustrato

 

I libri illustrati hanno mille vite: nascono per i piccoli, crescono con i ragazzi e tengono compagnia anche ai grandi.

Sono fatti per essere letti o solo visti, toccati, assaggiati, aperti e chiusi: sono da sfogliare velocemente e da osservare con attenzione. Di certo c’è che non sono fatti per essere ignorati.

E i modi per narrare le storie che contengono sono tanti quanti sono i bambini del mondo.

Conoscete le storie di Gek Tessaro? Sono tante, tutte bellissime: e si possono raccontare in tanti modi.

Non ci credete? Ve lo faccio spiegare direttamente da Gek…

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Dammi Tre Parole

COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: ALLENAMENTI #9

Parole

 

Ho pensato di deviare di pochi gradi dal percorso La via dell’artista che sto seguendo per  proporre un esercizio di scrittura per associazione di parole: lo propongo a me stessa ma mi piacerebbe tanto condividere questa esperienza con chi vorrà provarla a sua volta.

Tutta colpa di un quaderno di appunti capitato sottomano, ma anche di una mania degli ultimi tempi, quel Ruzzle che mi ricorda il potere della parole e la magia che possono provocare. Oltre a farmi perdere un sacco di tempo.

Il quaderno in questione raccoglie gli appunti di una serie di incontri a cui ho partecipato oramai troppi anni fa sullo storytelling: creare storie, narrare storie, raccontarsela, insomma. Tra le idee per trovare storie nuove, questa.  Continue reading

L’Arte dello Storytelling

MATTEO CACCIA SU RADIO VENTIQUATTRO

You’re never going to kill storytelling, because it’s built into the human plan.
We come with it.

Margaret Atwood

I primi mesi del 2010 sono stati gli unici della mia storia lavorativa con un orario tale da permettermi di avere mezzo pomeriggio libero: allattavo e ho sfruttato la possibilità offerta dalla normativa contrattuale di uscire due ore prima dal lavoro.

E’ stato grazie a questa fantastica legge che ho potuto scoprire Matteo Caccia che ai tempi teneva su Radio Ventiquattro il programma Vendo tutto.

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